Niente fondi regionali la Caritas taglia gli aiuti

NOALE. La Caritas di Noale costretta a «scelte drammatiche» per il futuro, che significa escludere dagli aiuti gli assistiti non più residenti del comune. E le due parole «scelte drammatiche» sono state usate dal presidente della sezione locale dell’organismo caritativo della Conferenza episcopale italiana (Cei), Paolo Bortolato, nella dura relazione letta nei giorni scorsi durante l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio del 2017.
Bortolato ha messo sul tavolo due problemi, strettamente collegati: il primo, lo scorso anno, la Regione non ha finanziato alcun progetto facendo mancare i contributi, secondo, l’abbandono forzato della vecchia sede all’interno dell’ospedale per motivi di sicurezza ravvisati dall’Usl, per trasferirsi, su concessione del Comune, agli ex bagni pubblici di piazzale Bastia.
Una duplice mazzata, insomma, per una delle più importanti Caritas della zona, con Bortolato che guarda in faccia una realtà che i è fatta molto più dura.
«Lo spazio ristrettissimo messoci a disposizione dal Comune» scrive nella relazione «ci costringerà a scelte drammatiche a tutto danno dei bisognosi, obbligandoci, contro ogni logica della Caritas e dei principi di umana solidarietà, a escludere gli assistiti non più residenti nel Noalese e, anche tra questi, effettuare un taglio draconiano nella numerica. Come se le persone fossero numeri e la povertà e il bisogno potessero essere circoscritti territorialmente o discriminabili a piacimento secondo una nuova forma di razzismo culturale».
E questo ha comportato alla chiusura del servizio di raccolta e distribuzione di abbigliamento. Da qui, la necessità di avere un edificio più adeguato per svolgere al meglio l’attività.
Nello specifico, il numero totale d’interventi di assistenza alle famiglie è stato di 2. 618, con 680 italiane e 1. 918 straniere regolari, per un totale di 10. 590 persone bisognose assistite. Bortolato spiega come gli interventi economici mirati a raggiungere le famiglie in difficoltà sono stati possibili grazie ai contributi ricevuti dal Centro Servizi per il Volontariato, dalla Diocesi di Treviso, dal contributo di soci e non soci, e in parte, anche dai Comuni di Noale e Santa Maria di Sala, su un progetto presentato in rete con le altre associazioni.
«A tale proposito» continua il presidente «per il 2017, la Regione non ha finanziato alcun progetto: per cui, all’associazione verrà a mancare un sostanzioso contributo costringendoci a ridurre drasticamente gli aiuti economici. E di questi tempi molti ci contavano per sopravvivere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia