Nella morsa del bollo auto 25 mila gli utenti-ostaggio

Maledetto bollo: paghi non solo per i tuoi errori, ma pure per quelli degli altri. I tecnici la chiamano «tassa in auto-liquidazione», è una fregatura: qualsiasi errore nei pagamenti ricade sul proprietario del mezzo.Ne sanno qualcosa i quasi 25 mila automobilisti che in queste settimane si sono visti recapitare dalla Regione letterine del tipo: “Avviso di accertamento e di irrogazione immediata della sanzione”.Versamenti in ritardo, non dovuti, o insufficienti.
Spesso gli automobilisti sono vittime due volte: la prima, per la mora da pagare; la seconda, perché rimpallati da un ufficio all’altro, con meccanismi farraginosi anche per gli addetti ai lavori. Per non dire delle richieste di pagamento (sui rimorchi) sbagliate per ammissione della stessa Regione, titolare della riscossione del bollo. Partiamo dai pagamenti in ritardo: coinvolti 3.825 automobilisti.
Auto nuova, bollo in ritardo. L’esempio di Luca. Ha comprato una macchina nuova nel febbraio del 2008 e al tabaccaio ha pagato il bollo fino a febbraio 2009 senza sapere però che il pagamento del primo tagliando non è mai annuale e deve obbedire ad alcune regole: va pagato per un periodo superiore a 8 mesi, e inferiore a 12, agganciandosi a uno dei tre mesi previsti per le scadenze: aprile, agosto o dicembre. La scadenza del bollo di Luca è quindi dicembre, e non febbraio.
Per la Regione, quindi, Luca paga ogni anno in ritardo di due mesi, e per mettersi a posto deve pagare il 30 per cento del bollo. Ecco perché il primo bollo è sempre meglio pagarlo all’Aci per il calcolo esatto della scadenza. Non sono, però, molti i casi come quelli di Luca.
Auto usata, bollo in ritardo. Molto più numerosi i casi come quello di Andrea, che ha comprato l’auto usata da una concessionaria. Andrea l’ha acquistata a ottobre 2008, il bollo del precedente proprietario scadeva ad aprile 2008. La concessionaria spiega ad Andrea che per il periodo aprile-ottobre ha chiesto l’esenzione, come previsto dalla legge per le auto ferme nel parco macchine. Con queste informazioni in mano Andrea va allo sportello Aci di Mestre e, su loro indicazione, paga correttamente il bollo da ottobre 2008 ad agosto 2009 (agosto sarà la sua nuova scadenza) salvo poi scoprire che la concessionaria aveva sì chiesto l’esenzione, ma lo aveva fatto in ritardo. E che quindi lui doveva pagare a partire dalla scadenza del bollo del precedente proprietario: aprile. Per la Regione i pagamenti sono in ritardo. Di chi è la colpa? Ovvio, per la Regione è di Andrea, l’unico che non c’entra nulla. Non del concessionario, non dell’Aci, che del resto non ha la possibilità di verificare su una banca-dati l’esito della richiesta di esenzione e deve attenersi a una sorta di auto-certificazione che solo alcuni concessionari rilasciano, e che più o meno è carta straccia. Andrea deve pagare una mora del 30 per cento e mettersi a posto con le scadenze.
Bollo non pagato. Ventimila i contribuenti raggiunti dalle lettere della Regione per dati relativi al 2008. Tra questi c’è chi non ha mai pagato, per scelta o dimenticanza. «Da due anni inviamo agli automobilisti una lettera per ricordare loro la scadenza del bollo», spiegano dalla Regione, «e il numero dei contenziosi si è ridotto del 20 per cento».
...o pagato troppo poco. È il caso di chi, facendo i conti in casa, ha sbagliato l’importo del bollo. Tra questi anche i possessori d’auto d’epoca. Come Giorgio, un appassionato. Non sapeva che lo sconto è la norma solo sulle auto con più di trent’anni di età. Per quelle comprese tra 20 e 29 è necessario che il mezzo sia iscritto alle liste Asi (Automotoclub storico italiano), questo almeno in Veneto, perché in altre parti d’Italia la norma è diversa.
Rimorchi. C’è poi il caso di Roberta che, pur avendo venduto il carrello della barca già da alcuni anni, si è vista arrivare la lettera della Regione che le chiedeva conto del mancato pagamento del bollo. «Ma come, se non ce l’ho più?», si sono chiesti lei e altre tremila persone in Veneto, alcune centinaia nel Veneziano. «Errore nostro, chiediamo scusa, multe e richieste di pagamento saranno annullate», spiega Lucio Fadelli, della direzione Tributi della Regione. La quale ha preso la banca dati sui tributi della Sogei (il sistema informatico del ministero delle Finanze), li ha incrociati con il Pra (Pubblico registro automobilistico) al quale però già da alcuni anni non serve registrare il passaggio di proprietà dei rimorchi (che è invece registrato alla Motorizzazione come aggiornamento della carta di circolazione). La svista di un informatico. Partiranno tremila lettere anche per informare dell’errore? No. È stata avvisata la Motorizzazione, se qualcuno dovesse presentarsi lì. Sempre che non abbia già pagato.
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