Nave cargo salvata dal naufragio sulla lunata degli Alberoni

LIDO. Momenti di paura questa mattina per una nave cargo che ha rischiato di fare naufragio all'uscita del porto di Malamocco. La "Altenavi", un piccolo mercantile di tipo general cargo battente bandiera maltese, verso le 8 aveva lasciato le banchine dell'Azoto di Porto Marghera e, dopo aver percorso il Canale dei Petroli si apprestava a uscire dalla bocca di porto delimitata dalle due dighe foranee di Alberoni e Santa Maria del Mare.

Proprio all'uscita dai fari la nave è sbandata pericolosamente a dritta, andano a incunearsi nella zona delimitata dalla "lunata", la diga a forma di mezzaluna con versanti est ovest che protegge le future dighe mobili del Mose dalla spinta di marea da sud.
Ancora da chiarire i motivi della sbandata. In quel momento il vento e il mare non erano proibitivi: bora a circa 40 chilometri orari e onda formata da est, ma ordinaria amministrazione in novembre.
Forse la stazza del cargo, appena 7200 tonnellate, forse un improvviso problema alle macchine o più probabilmente un errore di manovra con la prua posta a sud prima del tempo, hanno fatto sì che il cargo, varato nel 1987 ma definito in condizioni generali non ottimali, si infilasse nel bacino della lunata, con il rischio di naufragare contro i tripodi in cemento della barriera a mazzaluna o, peggio, continuare la corsa verso i moli di costruzione dei cassoni del Mose a Santa Maria del Mare.

A differenza della lunata di Lido San Nicolò, che è aperta a ovest, quella di Santa Maria del Mare è chiusa e va a congiungersi con i moli.
Il capitano ha lanciato il messaggio radio "a tutte le navi" chiedendo assistenza immediata e la capitaneria ha convogliato sul posto i rimorchiatori della Panfido. Dalla sala operativa del bacino di via dell'Elettrotecnica la Panfido ha dirottato in soccorso tre rimorchiatori scegliendoli non tra i più grossi, in modo da permettere loro di poter manovrare nel minuscolo bacino tra lunata, diga foranea e bassifondi.
Sul posto sono giunti a tutta velocità il "Elma C" (ex "Elbe", iscritto a Brema prima di essere acquistato dalla famiglia Calderan), il "Marina MC", da 5.200 cavalli, e il "Angelina C", da 3.500 cavalli, i cui euipaggi, dimostrando una notevole dose di coraggio, non hanno esitato a infilarsi nel piccolo spazio d'acqua quasi interamente occupato dallo scafo ondeggiante della nave in difficoltà, per cercare di salvare la vita al suo equipaggio, che in quel momento sembrava spacciato.
La manovra di soccorso è stata un capolavoro di perizia marinaresca. I comandanti dei tre rimorchiatori hanno raggiunto l'Altenavi mentre era ormai a ridosso della lunata con prua a Est nord est. I tre comandanti sono riusciti a filare un cavo di tonneggio fino al cargo in difficoltà e a spostare la nave verso il centro del bacino. Ma con il mare montante proprio dall'ingresso della lunata c'è voluta tutta la perizia degli equipaggi di soccorso per stabilizzare lo scafo del cargo, a quel punto quasi un tronco imbizzarrito, e riportarlo fuori dal bacino.
La manovra, più volte tentata, è riuscita verso mezzogiorno. Lentamente il cavo di tonneggio è stato passato al più potente Elma C che con l'assistenza degli altri due rimorchiatori ha riportato la prua della Altenavi in direzione ovest nord ovest, reimboccando al contrario le bocche di porto e dirigendo verso il canale dei Petroli.

La Altenavi è stata riportata a Porto Marghera e ormeggiata alla banchina nord del Canale Industriale Nord alle 15.30.
L'impresa dei tre rimorchiatori è stata salutata con le sirene da altri cargo che hanno seguito via radio tutte le vicende della complessa operazione di salvataggio. Di sicuro buona parte dell'equipaggio della Altenavi deve la vita alla bravura e al sangue freddo degli equipaggi dei tre mezzi di soccorso.
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