Murano, via libera al mega hotel nell'ex vetreria di Guido Ferro
Rilasciato il permesso di costruire dopo la bonifica dell'area. Avrà 150 stanze, con piscina, ristorante e area benessere

MURANO. In arrivo un nuovo hotel di lusso sull’isola di Murano, ricavato, ancora una volta, dalla riconversione di un vetreria dismessa, quella già di proprietà dell’ex presidente di Promovetro Guido Ferro, lungo la fondamenta Daniele Manin, in rio dei vetrai. E proprio rio dei Vetrai srl è il nome della società, che aveva comprato l’area e che ha ottenuto ora dal Comune il permesso di costruire con il cambio di destinazione d’uso da industriale a ricettiva.
Ma ci sarebbe anche il gruppo immobiliare Palladium - specializzato nel settore alberghiero - come partner della riconversione dell’ex vetreria Ferro in un albergo di lusso prevede 150 camere, un centro benessere, un ristorante, una piscina, strutture per conferenze e aree verdi, con un investimento previsto di circa 80 milioni di euro. È un progetto di cui in realtà si parla da dieci anni, con l’iter autorizzatiovo, ma che ha subìto nel corso del tempo vari intoppi. Prima era stata la Commissione di salvaguardia a bocciare nel 2012 all’unanimità il progetto giudicandolo «interamente in contrasto con le norme urbanistiche vigenti», perché non sarebbe stato possibile il cambio d’uso da industriale a ricettivo. Ma il Comune aveva poi ripresentato il progetto, sostenendo che il piano attuativo di area rendeva possibile il cambio di destinazione rispetto al Prg e ottenendo alla fine un contrastato via libera alla riconversione.
Ma è poi durato più del previsto, concludendosi solo lo scorso anno, anche l’indispensabile intervento di bonifica dell’area delle vetreria con 17 mila metri cubi di terreno contaminato da metalli pesanti, residui degli scarti di lavorazioni vetrarie accumulatisi negli anni. Il progetto prevede nuove edificazioni e riuso di edifici, con una grande corte privata interna e caratteristiche eccezionali, tra cui il famoso “Casino Mocenigo” con affreschi del 16° secolo dipinti da allievi di Paolo Veronese, come parte integrante dell’albergo. I primi saranno demoliti e ricostruiti completamente, mentre l’edificio storico sarà rimesso in sicurezza, conservato e trasformato. L’hotel sarà dunque un insieme e di edifici moderni e sotto tutela, con una grande corte privata interna.

Dal punto di vista urbanistico, l’area è ricompresa nel Piano di Recupero PR-2 (Murano-Santa Chiara) con l’obiettivo di riorganizzare complessivamente quest’area considerata rappresentativa della storia di Murano degli ultimi secoli. Qui, infatti, coesistono degli edifici storici di grande valore, come l’ex chiesa di Santa Chiara e, appunto, insediamenti industriali “storici” che sono ormai in rovina ed ex sedi di attività di produzione del vetro non più utilizzate. Previsto comunque il restauro conservativo del Casino Mocenigo e dell’ex chiesa di Santa Chiara.
In tempi abbastanza brevi dovrebbero dunque partire i lavori del nuovo hotel che si inserisce nella “scia” di trasformazioni alberghiere che si stanno moltiplicando anche a Murano, con la riconversione di ex vetrerie e capannoni industriali, mentre la crisi del vetro continua a “mordere”.
Tra gli ultimi casi, la riconversione della fornace De Majo, con l’adiacente ex vetreria Lag, in un nuovo grande albergo a 4 stelle superior, che sarà gestito dalla catena alberghiera spagnola Nh, la terza in Europa. I lavori dovrebbero durare circa due anni.
Per Murano sarà la seconda fornace trasformata in hotel dopo il La Gare che con le sue 119 camere ha aperto le porte alle trasformazioni turistica dell’isola, parallela alla crisi del vetro. Il terzo caso sarà appunto quello dell’ex vetreria Ferro.
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