Muore in moto a 26 anni condannato autista del bus

JESOLO. A otto anni e mezzo dalla tragedia è arrivata la conferma della condanna a 6 mesi per l’autista dell’Atvo ritenuto responsabile della morte di un giovane papà, Alexandre Felipe Novo, 26 anni, jesolano di origine brasiliana. Venerdì la Corte d’Appello si è pronunciata sull’istanza presentata dalla difesa dell’imputato, G.B., autista in forze all’azienda di trasporto pubblico del Veneto Orientale. Il conducente era già stato condannato in primo grado alla pena di 6 mesi di reclusione per omicidio colposo. E i giudici di secondo grado hanno confermato il pronunciamento di primo grado. Ora G.B. potrà presentare ricorso in Cassazione. Intanto però i familiari di Alexandre Felix Novo - i genitori, la compagna e il figlio minorenne - rappresentati dall’avvocato Francesco Schioppa, potranno dare il via alla causa in sede civile per il risarcimento del danno provocato dalla perdita del loro congiunto.
L’incidente si era verificato ai primi di maggio del 2009 all’incrocio tra via Monti e via Cavalieri di Vittorio Veneto. Alexandre Felix Novo era in sella alla sua moto, una Ducati 848, e, stando alla ricostruzione della dinamica fatta all’epoca, viaggiava lungo via Monti a velocità piuttosto sostenuta. L’autobus condotto da G.B. aveva svoltato a sinistra proprio mentre stava sopraggiungendo la moto condotta dal 26enne. L’impatto era stato violentissimo: il motociclista era finito per incastrarsi sotto al pullman di linea dell’azienda di trasporti del Veneto Orientale, sul quale non viaggiava alcun passeggero perché l’ultimo era sceso pochi minuti prima.
Alexandre Felix Novo era apparso subito in condizioni gravissime, tanto che era stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Mestre in prognosi riservata. Le condizioni del ragazzo erano andate via via peggiorando nel corso dei giorni: il 26enne era entrato in coma, morendo dopo un mese di agonia.
Il conducente del pullman dell’Atvo, in sede di procedimento di primo grado, aveva sostenuto di non avere alcuna responsabilità nello schianto, visto che la moto arrivava a una velocità molto sostenuta e che quindi non era stato possibile evitare il violentissimo impatto tra la moto e il mezzo pubblico. È stato invece accertato che il pullman non si fosse fermato allo stop e si trovasse di traverso, occupando entrambe le corsie, quando era arrivata la Ducati 848 di Alexandre Felipe Novo.
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