Mira, pensionata prende una multa non dovuta: cinque anni per annullarla

Dopo la morte del marito, la pensionata si è vista recapitare una cartella esattoriale per una multa non sua, nonostante avesse rinunciato all’eredità

Alessandro Abbadir
Cinque anni per vedersi cancellare una multa
Cinque anni per vedersi cancellare una multa

Cinque anni per farsi cancellare una multa non dovuta. È il tempo che è trascorso per B. M., pensionata di Mira che ha dovuto attendere un lustro e l’intervento risolutivo di Adico prima di veder riconosciuto il proprio diritto e dopo aver rischiato il fermo amministrativo dell’automobile.

Era il 2 dicembre 2019 quando A.D., marito della pensionata mirese, commise un’infrazione al codice della strada mentre si trovava nel Comune di Trapani.

Si è trattato di piccola violazione da 86,50 euro, nulla di particolarmente grave. Purtroppo proprio il giorno di Natale l’uomo morì e quel verbale cadde nel dimenticatoio. Fino all’8 marzo 2020, quando la moglie del defunto ricevette la contravvenzione in quanto la Polizia locale di Trapani accertata precedentemente il decesso dell’uomo.

Il 3 novembre dello stesso anno, la pensionata però ha comunicato al Tribunale di Venezia la rinuncia all’eredità e anche al Comune siciliano questa decisione via Pec.

Quattro anni dopo, nel 2024, però, B.M. ha ricevuto una cartella esattoriale con cui la Polizia municipale di Trapani che chiedeva il pagamento della multa, naturalmente con un importo più che raddoppiato a causa di more e diritti vari.

La pensionata invia un’altra pec agli interessati ribadendo di aver rinunciato all’eredità per cui non deve nulla a nessuno.

A febbraio 2025, dunque un mese fa, ecco l’ultima novità: un preavviso di fermo amministrativo della macchina, a causa della sanzione. A questo punto la donna si è rivolta all’ufficio legale dell’Adico a Mestre che invia una diffida in Sicilia. Risultato? Qualche giorno fa dalla Città di Trapani il comando della Polizia locale ha comunicato che sì, quel pagamento non è dovuto, e la questione è dunque chiusa.

«Non ci stupiamo più di nulla» commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico «ma possiamo comprendere cosa possa pensare un cittadino quando si scontra con i meccanismi di una burocrazia che a volte sembra davvero sorda di fronte alle istanze dei cittadini».

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