Motonautica Nordio sfrattata. Il Demanio: edifici pericolanti

ISOLA DEI SALONI. Il lungo contenzioso legale tra la Motonautica Nordio, attività storica lungo il canal Lombardo nell’isola dei Saloni a Chioggia, e il Demanio, proprietario dei capannoni dove è ubicata l’azienda, per adesso si è concluso con l’esecuzione dello sfratto. I titolari, i fratelli Pierluigi e Umberto Nordio, hanno consegnato le chiavi al funzionario demaniale presente. Il caso sarà discusso dal Consiglio di Stato il 20 dicembre prossimo.

Alle 10.30 di ieri mattina un ingente spiegamento di forze dell’ordine, composto da carabinieri, agenti della polizia di Stato accompagnati dal commissario Rosario Gagliardi e agenti della polizia locale con la vice comandante Francesca Telloli, si è presento nei locali della Motonautica Nordio per rendere esecutiva la sentenza del Tar a cui l’azienda era ricorsa, dopo aver perso nei vari gradi di giudizio.
I titolari, dopo almeno un paio d’ore di discussione con il funzionario del demanio, non hanno opposto alcuna resistenza, lasciando volontariamente l’azienda dopo averne abbassato le saracinesche.
Chiude così i battenti una delle aziende più conosciute nel mondo della motonautica clodiense che dava lavoro a cinque famiglie, ovvero ai due fratelli Nordio, titolari dell’impresa e a tre dipendenti. È l’epilogo di una triste vicenda che si perde nei decenni e che risale addirittura al 1963. Allora le due aziende leader della motonautica (laNordio e l’adiacente Veneta Motori dei fratelli De Guarrini, sfrattata anche questa, ma con il consenso dei titolari che, vista l’età avanzata, hanno deciso di chiudere definitivamente, ndr), ottengono in locazione gli stabili dall’ex Ufficio del Registro, pagando regolarmente un canone di affitto. Lo continuano a pagare anche quando l’area passa al demanio che, nonostante le richieste delle aziende, non rilascia mai la concessione. Così in pratica le due attività risultano occupare gli stabili senza averne titolo.
Quattro anni fa sembrava che i capannoni degli ex magazzini del sale dovessero passare dal Demanio al Comune, ma anche in questo caso tutto si arenò perché l’ente locale non ritenne vantaggioso l’acquisto degli immobili. Nel frattempo, lo stesso Demanio, rimasto proprietario dell’immobile, dopo verifiche e diversi incontri, ha ritenuto che i locali che si affacciano sul canal Lombardo, confinanti tra l’altro con uno stabile diroccato da tempo, fossero a rischio crollo e mettessero in pericolo l’incolumità delle persone, preoccupazione però negata dai legali dei Nordio che affermano che il capannone era stato invece consolidato a proprie spese dagli stessi titolari dell’attività. —
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