Moto ondoso, San Marco in tilt. Gondola rischia di affondare

LIDO. Moto ondoso di nuovo a livelli di guardia. Martedì 31 maggio niente telelaser e scarsi controlli in Bacino San Marco. I motoscafi hanno ricominciato a correre, i vaporetti stracarichi e il vento hanno fatto il resto. Due gondole hanno rischiato di affondare uscendo dallo stazio Danieli, poco prima di mezzogiorno. E la protesta torna a montare. «Qui rischiamo la vita, la situazione è ingovernabile», dice un gondoliere dello stazio. Si fatica a stare in equilibrio anche a bordo dei motoscafi del GiraCittà.
Davanti alla Ca’ di Dio, traffico intenso di Gran Turismo, nonostante la giornata non festiva. Taxi e motoscafi a noleggio in quantità, vaporetti Actv stracarichi che arrivano al pontile a forte velocità.
«Basterebbe un po’ di educazione alla guida», dice il gondoliere, «invece ognuno fa come gli pare. Il problema del moto ondoso sembra non esistere». Con il Comune i gondolieri hanno aperto una trattativa. Gli animi sono surriscaldati e senza garanzie i gondolieri sono disposti a scendere in piazza. La promessa è stata quella di rinforzare i controlli con postazioni fisse e di fare applicare i limiti di velocità. Ma ieri la situazione era di nuovo all’emergenza. E non soltanto in bacino San Marco. Si corre ormai dappertutto, in canale delle Navi, davanti alla Certosa e a San Pietro di Castello. Difficile stare in piedi anche agli imbarcaderi aspettando il vaporetto. Il numero di barche è aumentato, la loro velocità anche. Nessuno interviene E il fermo amministrativo è stato abolito. Arrivare prima all’aeroporto val bene una multa. E' emergenza alle Fondamente Nuove.
«Oggi è nulla in confronto a sabato e domenica», protesta un diportista, «le onde mettono a repentaglio la sicurezza di chi va in barca». La soluzione? Andare piano e aumentare i controlli. Più complicato cambiare le carene e ridurre le potenze dei motori.
«L’unica barca che non fa onde è quella che va piano», ripete Franco Crea, re del remo e costruttore di gondole. Ma pian piano, con l’aumento del turismo e della ricchezza facile, sembra venuta meno ogni regola di rispetto per la laguna e la navigazione. Motoscafi sfrecciano uscendo dai canali come il rio dei Greci e il rio della Pietà. Ma anche entrando dalla laguna in rio di Noale. «Il sindaco che ha appena restaurato la Misericordia potrebbe venire qui a vedere cosa succede la sera», denuncia un residente, «i motoscafi entrano planando. Basterebbe un laser e il Comune farebbe i soldi a palate. Dopo un po’ capirebbero e andrebbero più piano». Regole non rispettate che mettono in cattiva luce intere categorie. Intanto a San Marco si rischia. E le onde non diminuiscono.
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