Monossido killer, muore avvelenata, gravissimo il marito

La vittima è Emilia Montagner, 85 anni, del Lido di Venezia, lui, 84 anni, in prognosi riservata. La caldaia era nuova
FILIPPI AG.FOTOFILM MOGLIANO DECEDUTA INCIDENTE DOMESTICO CON MONOSSIDO IN VIA TOMMASEO
FILIPPI AG.FOTOFILM MOGLIANO DECEDUTA INCIDENTE DOMESTICO CON MONOSSIDO IN VIA TOMMASEO

MOGLIANO. Erano distesi, esanimi, sul letto, l’uno accanto all’altro. Lei, Emilia Montagner, 85 anni, originaria di Pola, residente con il marito al Lido di Venezia, non ce l’ha fatta.

Quando i vigili del fuoco, allertati dalla figlia Paola, sono arrivati nell’abitazione al civico 10 di via Tommaseo a Mogliano, per l’anziana non c’era più nulla da fare. Lui, Eugenio Ravagnan, 84 anni, era ancora vivo. Grave, ma vivo.

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Le esalazioni di monossido dai carbonio non sono riuscite ad ucciderlo. L’anziano, però, si trova ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di rianimazione del Ca’ Foncello. La tragedia è stata scoperta nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 17. La figlia della coppia veneziana aveva appuntamento con i genitori per le 16. Dovevano bere un tè tutti assieme, in quella casa di via Tommaseo a Mogliano che Emilia Montagner aveva ereditato dalla sorella. Ma a Paola Ravagnan ed al marito Amerigo Pravato, quando sono arrivati nell’abitazione al civico 10, nessuno ha aperto la porta.

La figlia ha suonato insistentemente al campanello, ha chiamato i genitori al cellulare, ma dall’interno nessuno dava segni di vita. Ad un certo punto, intuendo che qualcosa di grave era successo, figlia e genero hanno lanciato l’allarme ai carabinieri. I militari dell’Arma hanno fatto intervenire sul posto i vigili del fuoco. I pompieri hanno indossato le maschere intuendo che all’interno poteva esserci stata una fuga di gas o di monossido. Quando, poi, per entrare, hanno rotto il vetro della finestra del salotto, al piano terra, il segnalatore di monossido ha iniziato a suonare.

La coppia di anziani veneziani è stata trovata esanime nel letto nella camera al primo piano. Purtroppo per la donna non c’era più nulla da fare. Emilia Montagner era già morta. Il marito, Eugenio Ravagnan, invece, era ancora vivo. Grave ma vivo. Immediato il suo trasporto in ambulanza al Ca’ Foncello di Treviso dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata.

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Sulle cause della tragedia, l’ipotesi che si è fatta fin da subito largo è quella legata al malfunzionamento della caldaia. Una caldaia nuovo, installata appena un anno fa quando l’abitazione al civico 10 di via Tommaseo era stata ristrutturata. Il monossido avrebbe sorpreso nel sonno la coppia veneziana.

Emilia Montagner era una profuga istriana. Era nata a Pola ed aveva conosciuto il marito Eugenio Ravagnan alla Gussoni di Venezia dove avevano lavorato per un periodo come operai. Dopo essersi sposati, avevano trascorso la loro vita al Lido. Ravagnan era poi diventato ispettore dell’Actv mentre la moglie aveva fatto il capo reparto alla scuola navale di Venezia. A Mogliano venivano a trascorrere un paio di giorni alla settimana, dopo aver ereditato la casa dalla sorella di lei. Lasciano la figlia Paola e due nipoti.

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