Mirano, baby-gang di ragazzini di 13-18 anni incubo degli studenti

Per i carabinieri, una vera e propria organizzazione criminale specializzata nel furto di scooter davanti alle scuole del Miranese. Coinvolti ragazzini di Mestre, Marghera e Mirano
Alcuni scooter recuperati dai carabinieri
Alcuni scooter recuperati dai carabinieri

MIRANo. I carabinieri hanno individuato i dieci giovanissimi minoranni, animatori di una baby gang che negli ultimi mesi erano diventati un vero e proprio incubo per gli studenti degli Istituti “8 marzo” – “Lorenz” – “Primo Levi” di Mirano, ai quali sono stati rubati decine di scooter, davanti a scuola.

Mirano, i carabinieri scoprono una baby-gang specializzata in furti di scooter

Raccolte le numerose denunce dei malcapitati derubati, i carabinieri della Stazione di Mirano hanno avviato le indagini, scoprendo  la banda di baby-ladri  composta da 10 giovanissimi, tra i 13 e i 18 anni, che - si legge in un comunicato dell'Arma - "avevano tirato su una vera e propria organizzazione criminale finalizzata a rubare e rivendere scooter. I capi d’imputazione contestati infatti sono gravissimi e vanno dal furto aggravato, alla ricettazione, al riciclaggio. La banda di cui facevano parte ragazzi abitanti tra Mestre, Marghera e il Miranese, imperversava su tutto il territorio della terraferma veneziana, concentrando nell’ultimo periodo le proprie scorribande presso i frequentatissimi plessi scolastici di Mirano".

I componenti della banda - spiegano ancora i carabinieri - avevano ruoli ben precisi: c’era chi era specializzato nel furto, chi era bravo nel smontarli e alterare le parti identificative, chi si occupava della rivendita degli stessi per interi o a pezzi.

Alcuni degli scooter recuperati dai carabinieri
Alcuni degli scooter recuperati dai carabinieri

"La prima fase del disegno criminale, va da sé, vedeva protagonisti alcuni minori specializzati nel furto dei ciclomotori, come detto individuati solitamente tra quelli parcheggiati nei pressi delle scuole, sia negli appositi stalli che nella vicina stazione degli autobus di linea", raccontano gli investigatori. In particolare sono tre le denunce di furto raccolte dai Carabinieri in rapida successione ad inizio febbraio che hanno fatto scattare gli approfondimenti investigativi del caso.

A mettere gli investigatori sulla giusta strada sono state le riprese di alcune videocamere di sorveglianza in zona: "Inconfondibili le sagome di alcuni giovani, già noti alle forze dell’ordine – nonostante la giovanissima età – alcuni già con precedenti specifici".

Identificati autori e complici dei furti - proseguono i carabinieri nel raccontare l'operazione -gli accertamenti si spostavano quindi sulla catena di “gestione” dei ciclomotori rubati, che venivano venduti ad altri utilizzatori, sempre giovanissimi, ben consapevoli della provenienza illecita dei mezzi ed addirittura su una attività di vero e proprio riciclo dei pezzi di ricambio, una volta che altri soggetti ancora – dotati di buona manualità meccanica – ne smontavano le parti più richieste: questi ultimi venivano proprio colti sul fatto dai Carabinieri durante uno dei tanti controlli. Non si esclude inoltre che alcuni dei mezzi potessero essere riutilizzati in altre attività illecite da alcuni componenti della banda.

Nove i minorenni denunciati in stato di libertà, più un tredicenne non imputabile.

Nel corso delle indagini che verranno allargate per individuare eventuali complici e fiancheggiatori della strutturata catena criminale i Carabinieri riuscivano a recuperare diversi scooter rubati che venivano restituiti ai legittimi proprietari.

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