Mira, bolletta del gas di 24 mila euro ma lei ha cambiato casa da 7 anni

MIRA. Eni gli chiede di pagare 24 mila 410 euro di bolletta del gas. Peccato che S. O. , una pensionata di Mira, in quella casa non abita più da oltre sette anni. Questa l’incredibile vicenda denunciata da Adico, l’associazione di Mestre a difesa dei consumatori. Il rischio è che il contratto non sia mai stato chiuso.
O. S. aveva già avuto problemi con Eni nel 2003 quando viveva a Marghera. L’azienda, infatti, pur sollecitata, non le aveva inviato le bollette per mesi e, quando lo aveva fatto, la somma richiesta era astronomica.
Ora, però, la pensionata di Mira, si ritrova con un’altra complicazione che nel concreto si traduce in una fattura del gas da capogiro ricevuta direttamente da uno studio legale incaricato da Eni della riscossione della somma. Eni vuole 24. 410, 75 euro più 520 euro di spese legali.
Su cosa sia successo Adico cerca di far luce: «Allo stato attuale non possiamo saperlo», dice Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, «Il nostro ufficio legale ha analizzato l’elenco delle diverse fatture, ma mancano informazioni utili come le date delle fatture stesse, e molte potrebbero essere già prescritte. È probabile che, pur richiesto dalla nostra socia, il contratto con Eni non sia mai stato chiuso ma dobbiamo verificare. Abbiamo inviato una diffida all’Eni e ora attendiamo di capire cosa ci risponde. Siamo comunque sicuri che la cifra richiesta sia sbagliata, per questo l’abbiamo già ampiamente contestata».
Intanto i problemi con le bollette sono sempre più frequenti in tutta la provincia di Venezia. Al di là di errori e dei conguagli esorbitanti, le segnalazioni e le richieste d’aiuto giungono soprattutto da persone, per lo più anziane, che, incalzate dai call center o dai venditori porta a porta, stipulano senza saperlo contratti per l’energia elettrica e il gas.
«In vista della liberalizzazione del mercato in programma dal 2019», conclude Garofolini, «gli utenti devono stare molto attenti perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Il nostro consiglio è quello di non firmare mai nulla se non si ha avuto modo di leggere bene tutto il contratto. Purtroppo le persone molto anziane non riescono a gestire l’impeto di questo mercato in cui ci sono venditori senza scrupoli».
Sempre a Mira qualche mese fa dei venditori telefonici avevano intestato un contratto per la fornitura di servizi telefonici ad un anziano già defunto, e anche in quel caso la famiglia dovette ricorrere alle vie legali per disdire il contratto.
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