Usl 3, la convenzione con il Centro di Medicina non piace alla Cgil: «Valuteremo un esposto alla Corte dei conti»

Scoppia la polemica per l’accordo che permette il trasferimento di pazienti acuti dalla struttura privata all’ospedale dell’Angelo di Mestre. L’Usl: «Lo prevede la legge»

Maria Ducoli
L'ingresso del Pronto soccorso mestrino
L'ingresso del Pronto soccorso mestrino

La convenzione siglata dall’Usl 3 e dal Centro di medicina di Vincenzo Papes, accende gli animi sindacali, con la Cgil che chiede un intervento alla Regione.

«La scelta dell’Usl Serenissima di convenzionarsi con una struttura sanitaria privata per la gestione delle emergenze, in cambio di una cifra simbolica – una vera e propria “pipa di tabacco” – rappresenta un messaggio chiaro: si continua lungo la strada della progressiva privatizzazione del nostro sistema sanitario. Chiediamo» dichiarano Daniele Giordano, Segretario generale Cgil  Venezia e Ivan Bernini, Segretario generale Cgil Fp Venezia, «ai consiglieri regionali di porre subito il tema in Regione: la Giunta deve decidere se sta dalla parte della sanità pubblica o di quella privata».

Non solo, i due segretari fanno sapere di star valutando l’ipotesi di presentare un esposto alla Corte dei Conti, «per verificare la liceità, anche finanziaria, di un accordo del genere».

L’accordo

L’accordo tra Usl e Centro di medicina vede al centro il  trasferimento dei pazienti in situazioni di emergenza. Nel concreto, si legge nella delibera pubblicata sull’albo pretorio dell’Usl, qualora i pazienti operati nella clinica privata si trovassero in situazioni di emergenza o necessitassero di farmaci di fascia H, quelli in uso solo negli ospedali, potrebbero essere trasferiti all’Angelo, a pochissima distanza dal Centro. Per potersi “appoggiare” all’ospedale mestrino in caso di emergenza, Papes stanzierà 24mila euro in due anni.

La replica dell’Usl 

In una nota, l’Usl 3 «invita la Cgil a dar seguito al ventilato esposto alla Corte dei Conti, cosa che, l'Azienda sanitaria ne è certa, potrà confermare la perfetta liceità della convenzione in oggetto. Invece di agitare spauracchi e polemiche strumentali, l'Azienda sanitaria suggerisce ai promotori di fare, in via preliminare, una verifica approfondita di quanto affermano: scopriranno che la convenzione con l'Ospedale più vicino è requisito indispensabile, imposto dalla legge, per una struttura sanitaria, che senza convenzione non può svolgere alcuna attività; e scopriranno che a sua volta l'Azienda sanitaria territoriale è tenuta, per legge, a garantire ad una struttura sanitaria, anche se privata, il proprio intervento e il proprio supporto in caso di emergenza. Anche attraverso questa convenzione, quindi, l'Usl 3 Serenissima, secondo le normative, e a tutela esclusiva della vita dei cittadini».

 

Situazioni simili 

Convenzioni simili sono utilizzate anche in altre Regioni, come in Piemonte, e sono una sorta di garanzia per le cliniche private che, stipulandole, sanno di poter contare sul pubblico qualora il quadro clinico dei pazienti precipitasse.

«Siamo di fronte a un paradosso» prosegue la Cgil, «La sanità pubblica, in difficoltà e appesantita da milioni di euro di debiti, decide di assicurare al privato prestazioni che rassicurino i loro clienti. È come dire: “venite, tanto se le cose vanno male c’è l’ospedale a pochi passi”. Questa scelta è, per noi, inaccettabile. Significa aggravare ancora di più la sanità pubblica. Significa contribuire attivamente alla privatizzazione di un sistema che, invece, dovrebbe essere rafforzato, rifinanziato e difeso».

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