Mestre, una piastra sopraelevata per la stazione

MESTRE. «Sulla stazione di Mestre sono stati presentati progetti interessanti ma tutti senza una soluzione viabilistica. Magari potessimo realizzare una passeggiata come a Barcellona. Ribadisco: noi puntiamo su una piastra di collegamento tra via Piave e via Ulloa. Abbiamo l’accordo con le Ferrovie e ci stiamo lavorando».
Una piastra sopraelevata per la nuova stazione di Mestre che si allargherà in altezza riunificando Mestre con Marghera e dotandosi di parcheggi e servizi verso via Ulloa. Previsto anche un percorso ciclopedonale con la Gazzera. L’area è strategica non solo per la mobilità ma anche per il turismo. Lo conferma l’assessore all’urbanistica Massimiliano De Martin, ospite di una giornata di studi di architetti e ingegneri al Vega. L’assessore conferma lo sblocco dell’accordo con la tedesca Mtk che in via Ca’ Marcello realizzerà 4 alberghi e due parcheggi silos. «L’intera area della stazione è interessata dall’arrivo di altri 5 mila posti letto e ci sono altri investitori che si fanno avanti».
E la piastra di collegamento sopra il fascio di binari che oggi dividono Mestre da Marghera è l’unico modo per garantire lo sviluppo in qualità e servizi della stazione, con un investimento anche nella bellezza architettonica. Una piastra posizionata, rivela poi l’assessore, tra l’attuale biglietteria della stazione, sulla destra guardando da via Piave, e via Ulloa. Con 82 mila contatti giornalieri, 30 milioni di frequentazioni l’anno, 500 treni in transito ogni giorno, 1.500 metri quadrati di area commerciali destinati a crescere con il progetto dell’amministrazione Brugnaro, la stazione di Mestre è snodo fondamentale del Veneto situato in un contesto di degrado. Il sindaco aveva parlato di una struttura a 3 piani, larga 50 metri, lunga circa 200.
Intanto la terraferma cambia: arrivano le torri
Un nuovo Ponte di Rialto. De Martin parla invece di una piastra sopraelevata con servizi di qualità. Il sociologo e presidente di Marghera Gianfranco Bettin non si fa scampare l’occasione, partendo dal progetto di Renzo Piano dei primi anni Novanta: «Ci si può estendere verso Marghera per potenziare la stazione e ricongiungere la città. E l’attuale bretella autostradale potrebbe essere una delle vie d’accesso». Giovanni Seno, direttore generale di Avm, arriva, a sorpresa, a definire un «errore che peserà», l’aver individuato Piazzale Cialdini come la stazione di interscambio del trasporto pubblico cittadino. «Quando ci sarà un nuovo progetto serio sulla stazione vale la pena considerare provvisorio Cialdini», dice.
Basta «no a priori»; sì ad un «nuovo skyline cittadino» con investimenti concentrati sulla «rigenerazione ambientale. A Marghera abbiamo 2.200 ettari di terreni dismessi su cui servono investitori», continua De Martin. «Sembriamo lenti, invece siamo solo attenti», prosegue mostrando la mappa dei cantieri non conclusi con convenzioni firmate ma rimaste inattuate: 98 progetti incompiuti. Dall’ex Umberto I alle fermate Sfmr di via Olimpia e Gazzera su cui il Comune è preoccupato. «Vogliamo lo sblocco dei cantieri fermi da mesi», ribadisce l’assessore.
Da Mestre replica il capogruppo Pd Andrea Ferrazzi: «È passato un anno dallo stop all’accordo di programma sulla stazione, che era pronto. Il sindaco venga a dirci cosa hanno fatto. Non sono contrario a priori alla piastra che era nel primo protocollo del 2010 del sindaco Cacciari. Ma le Ferrovie la avevano ritenuta troppo costosa e scartata. A 2 mila euro a metro quadro, una struttura come quella indicata dal sindaco, costerebbe 70 milioni di euro: chi li metterà? Facciano chiarezza».
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