Mestre, ortodossi in festa per la nuova chiesa

MESTRE. Tappeto rosso sul sagrato e lunga tavolata di rinfresco a poca distanza: domenica 26 è stata una festa per i tanti fedeli ortodossi di Mestre che hanno potuto celebrare la prima funzione ufficiale nella chiesa dell'ex ospedale Umberto I, assegnata all'Arcidiocesi dal Comune di Venezia e divenuta quindi il nuovo punto di riferimento per la comunità religiosa che guarda verso Costantinopoli.
Più di duecento i partecipanti all'inaugurazione, che ha visto in prima fila anche il subcommissario Natalino Manno, il vicario del Patriarca di Venezia, don Dino Pistolato, e i rappresentanti delle forze dell'ordine, tutti schierati alle spalle di sua eccellenza il Metropolita Gennadios Zervòs, Arcivescovo Ortodosso d’Italia, giunto a Mestre proprio per benedire la nuova struttura.
Sotto le tre volte della navata unica, restaurate ma mantenute come in origine, blu e tempestate di stelle in foglia d'oro, il parroco Anatolie Bitca ha ricevuto dalle mani dell'Arcivescovo una nuova croce dorata, i paramenti rossi e un massiccio crocifisso, oltre ai migliori auguri per la sua missione pastorale.
«L'integrazione passa anche per la possibilità di professare la propria fede» ha spiegato il prete ortodosso, che fino a pochi giorni fa celebrava messa a Campalto «io sono di origine moldava, e come me ci sono tanti cittadini di origine straniera, arrivati dall'Europa orientale, che finalmente hanno a disposizione un luogo di preghiera anche in terraferma».
Proprio la comunità ortodossa ha giocato un ruolo chiave nel recupero dell'edificio e del cortile circostante, restaurato grazie ai soldi delle donazioni: il Comune di Venezia ha dovuto solo firmare i documenti per il comodato d'uso, dopo aver rilevato l'area da Dng. «Questo è anche un passo importante nella riqualifica della zona» ha spiegato Manno, al termine della funzione «i primi sopralluoghi ci avevano restituito immagini di degrado assoluto, ora invece riportiamo questi spazi alla città, creando un nuovo, importante punto di ritrovo». Sono quasi novemila i residenti in città che professano la dottrina ortodossa. Fino a domenica potevano disporre solo della chiesa di San Giorgio dei Greci, a Castello, in centro storico. (g.co.)
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