Mestre, massacra per gelosia la ex e il suo compagno. Lei era incinta

Stefano Perale, professore di 50 anni, ha narcotizzato la coppia dopo averla invitata a cena. Lei è stata soffocata, lui ucciso a sprangate

MESTRE. Invita l’ex fidanzata e l’attuale compagno a cena. Poi li narcotizza, versando un farmaco dentro alla bibita servita alla cena, e infine li uccide. Lui viene massacrato a sprangate in cucina e il corpo poi viene trascinato fin nel cortile condominiale. Lei viene soffocata nella camera da letto con un tessuto imbevuto di cloroformio. Forse un fazzoletto premuto a lungo sul volto. Poi l’assassino chiama la polizia e si autodenuncia. Questo il film, terribile, del duplice omicidio che si è consumato sabato notte in via Abruzzo, laterale di via Miranese, tra Mestre e Chirignago, in uno stabile, civico 14, che ospita una trentina di appartamenti.

agenzia candussi giornalsita morsego. via abruzzo 14 chirignago luogo del omicidio
agenzia candussi giornalsita morsego. via abruzzo 14 chirignago luogo del omicidio


La casa del delitto. Al primo piano c’è l’appartamento di Stefano Perale, 50 anni, docente formatore che ha lavorato come traduttore e anche insegnante di inglese e che ha inventato lo “Do you spritz English”, aperitivi a Venezia per conversare in inglese. Ora Perale è nel carcere di Santa Maria Maggiore in stato di arresto. Deve rispondere di un reato terribile: duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’utilizzo del veleno.

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Le vittime. Sono Anastasia Shakurova, 30 anni di Mosca, residente nell’hinterland mestrino, e il compagno, l’ingegnere Biagio Junior Buonomo di 31 anni, napoletano che lavora alla Desà Engineering. I due, a Pasqua, avevano annunciato ai famigliari di lui di essere in attesa di un bambino. Anastasia Shakurova quindi era incinta di almeno quattro mesi.

Agenzia Candussi. Duplice omicidio in via Abruzzo 14 a Chirignago Mestre.
Agenzia Candussi. Duplice omicidio in via Abruzzo 14 a Chirignago Mestre.


La telefonata. È stato Perale alle 3 di notte ad allertare la polizia con una telefonata al 113. “Venite qua, li ho ammazzati”, avrebbe detto al centralinista della sala operativa che con grande professionalità è riuscita a tenerlo al telefono fino all’arrivo delle volanti della polizia in via Abruzzo, nel cuore della notte.

L’azione omicida. Secondo i primi riscontri, la cena si sarebbe trasformata presto in una trappola. La coppia sarebbe stata narcotizzata versando del farmaco nei bicchieri dei commensali. Poi Perale ha ucciso in cucina Buonomo, colpendolo con una spranga o un bastone. In camera da letto è stata invece strangolata la Shakurova, utilizzando forse un fazzoletto imbevuto di cloroformio. Particolare inquietante è il fatto che il corpo dell’ingegnere napoletano non è stato trovato nella cucina di casa dove si era svolta la cena e dove sarebbe stato ucciso, bensì nel cortile condominiale. L’assassino lo avrebbe trascinato fuori di casa. Forse con l’intento di sbarazzarsi del corpo? Intenzione poi fallita.



Scena muta. A quel punto il presunto assassino è tornato in casa e ha telefonato al 113 allertando le volanti della polizia dopo quella telefonata di autodenuncia. Ieri, assistito dai suoi legali, Perale non ha però voluto rispondere alle domande del pubblico ministero, il dottor Giorgio Gava. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. E anche il lavoro della Squadra Mobile diretta da Stefano Signoretti non è ancora concluso. La ricostruzione del delitto, il movente e tutta questa vicenda, apparentemente incredibili, hanno bisogno di riscontri che verranno dal proseguo delle indagini e dall’autopsia sui corpi dei due sfortunati trentenni che hanno trovato la morte in quell’appartamento di Mestre.

Le vittime, lui ingegnere napoletano lei era arrivata da Mosca

In particolare sono da chiarire i tempi e le modalità dei due delitti e anche i rapporti tra Perale e la Shakurova. Nel passato, raccontano alcuni amici, i due avevano avuto una storia, finita male. Ma gli investigatori vogliono chiarire questo rapporto. Se il legame affettivo era vero oppure era una amicizia platonica che per l’insegnante era molto di più e se quando ha capito che la bella ragazza russa aveva un nuovo compagno, si era trasformata in ossessione.

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Il movente. Una tranquilla e afosa serata di un sabato di giugno a Mestre si è trasformata nel teatro dell’efferato, duplice delitto. Movente più accreditato: la gelosia. Quella di Perale verso l’ex fidanzata, la trentenne e bella Anastasia Shakurova che lavorava per Venicecom group, società di via della Pila a Marghera che si occupa di software. Con lei a cena aveva invitato il suo nuovo compagno, l’ingegnere napoletano Biagio Buonomo Junior, 31enne, che lavorava per la Desà Engineering, società che si occupa dei velivoli della Superjet di Tessera. In questo ambiente di lavoro si sarebbero conosciuti lui e Anastasia che aveva lavorato alla Superjet tra 2014 e 2015 per l’Arco vigilanza. L’auto del giovane ingegnere, usata per arrivare alla cena, una Hyundai Tucson, ieri mattina era ancora sotto la casa del delitto.
 

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