Mestre, in via Piave arriva il camper della Polizia

MESTRE. Arriva l’ufficio mobile della polizia nelle zone calde di Mestre. Il camper sarà operativo già da lunedì in via Piave.
La decisione è stata comunicata dal questore Vito Danilo Gagliardi ai rappresentanti di diversi comitati cittadini che da tempo si battono contro il degrado e la microcriminalità di alcune zone della città. Una ventina le persone incontrate dal questore. Mancavano i rappresentanti di alcuni comitati.
Gagliardi ha voluto così inaugurare la sua politica di “ascolto dei cittadini” che ritiene essere la “volante in più” della Questura. Spiega Gagliardi: «Il camper sarà operativo da lunedì e sarò un vero e proprio ufficio di polizia dove i cittadini si possono rivolgere non solo per segnalare episodi o situazioni sospette, ma pure per presentare eventuali denuncie. L’ufficio mobile sarà reso operativo anche dall’appoggio e dall’attività delle volanti che intensificheranno la loro presenza in zona».
L’ufficio mobile è destinato a restare operativo sei mesi. Dopo via Piave sarà spostato in altre aree a rischio della città.

Già in passato era stato sperimentato il camper della polizia in via Piave, ma aveva funzionato per un breve periodo perché gli agenti impegnati potevano contare ben poco sull’appoggio delle volanti o di colleghi di pattuglia. Quindi si erano ridotti ad avere una funzione di spaventapasseri nei confronti di spacciatori e pregiudicati che stazionavano tra i giardinetti di via Piave e piazzale Bainsizza. Poi alla sera quando il camper se ne andava tornava tutto come prima. L’ufficio mobile è stato usato diverse volte, quindi abbandonato anche per la difficoltà di mettere insieme un gruppo di agenti che potesse garantire il servizio almeno cinque giorni la settimana. Successivamente via Piave e la zona stazione venne interessata dal servizio del “poliziotto di quartiere” che vedeva impegnati sia agenti di polizia che carabinieri. Un servizio proposto a livello nazionale che poi è finito dopo pochi anni dal suo inizio. Anche perché non c’erano uomini per garantirlo in maniera costante.
I rappresentanti dei vari comitati cittadini che hanno partecipato all’incontro, hanno fatto presente al questore quali sono i problemi maggiori delle zone dove loro operano e la necessità di affrontare le questioni prima che la situazione degeneri. Molte delle cose dette durante l’incontro riguardano quella che viene definita «rigenerazione urbana» e quindi non è solo un compito di polizia e forze dell’ ordine ma anche di interventi di carattere sociale e urbanistico. Comunque il questore ha promesso che altri incontri del genere saranno fatti nelle prossime settimane. E soprattutto ha invitato i cittadini a segnalare le situazioni a rischio o anomale a polizia e varie forze dell’ordine e di evitare il “fai-da-te”. Alla fine i rappresentanti dei comitati si sono detti soddisfatti.
Carlo Mion
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