Mestre, “In piazza come una volta”: in tremila invadono il centro

L’iniziativa lanciata su Fb da Roberto Venerando ha riempito piazza Ferretto: «Risvegliamo Mestre». All’evento politici, dj, imprenditori, giudici e il sindaco
Piazza Ferretto gremita (foto Candussi)
Piazza Ferretto gremita (foto Candussi)

MESTRE. I mestrini si riprendono piazza Ferretto. Se l’intento era quello di far rivivere a chi la ricorda bene l’esperienza di camminare spostando le persone, fermandosi ogni due passi per salutare l'amico e dare la mano al compagno di bevute, quello di venerdì sera è un esperimento che ha superato ogni aspettativa.

Almeno tremila persone hanno partecipato al tormentone “Ritroviamoci in piazza come una volta”, lanciato su Facebook da Roberto Venerando, mestrino classe 1964 che ha voluto dare una scossa a Mestre. E c’è riuscito in pieno.

C’è chi si è messo in tiro, proprio come all’epoca della scuola, proprio come quando c’erano le “compagnie”, ciascuna con una sua postazione precisa: chi davanti al vecchio “Calice”, chiuso da anni, chi davanti alla chiesa di San Lorenzo, chi alla Torre, da Fontanella, alla pizza al taglio (anche se non esistono più).

In tremila si ritrovano in Piazza Ferretto a Mestre "Come una volta"

L’emozione si percepiva nell’aria, l’adrenalina saliva a mano a mano che passavano i minuti. Alle 19 è scoccata l'ora “X”, già un migliaio di persone se ne stavano davanti al bar Sport, dov’era stata allestita una console, con tanto di palco e lunghi banchi di aperitivi, panini, polpette, grazie a Stefano Trevisan. Facce note, tantissime, gente che si salutava e quasi non si riconosceva, si chiamava con “nick name” coniati trent'anni prima.

“Re” dell’evento Roberto Venerando. Che quasi non ci credeva. «È un sogno», esclama, «ci sono persone che rivedo dopo trent’anni». C’è un mestrino arrivato da New York per l'occasione, Ivano Panetti, uno da Dubai, Damiano Cordella, uno da Malaga, Luciano Vianello, che a mezzanotte ha spento 70 candeline e poi da Singapore e Cagliari. Alberto Degan gira con un carretto con delle bandiere di squadre sportive a fare da richiamo e regala frutta secca, come ai bei tempi: carrube, bagigi, noccioline. Fabio e Sandra ballavano insieme alle feste 40 anni fa, ieri si sono riabbracciati.

Mestre, riapre il Caffè Grande Italia
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Via Cesare Battisti 5, Mestre/ Riapertura del Caffè Grande Italia a Mestre

Le prime due ore, sono state di saluti. «Tutto è nato quando è morto un mio carissimo amico», racconta l’organizzatore, «uno con il quale dividevo le giornate in piazza. Vedendola vuota ho avuto questa idea folle, mi son detto: “voglio dare una scossa a Mestre, che sembra morta, voglio che torni ai fasti, voglio riempire la piazza vuota”. Così ho tirato il sasso, adesso spero che qualcuno lo raccolga, che si dia una mossa, non ne possiamo più di vederla così». Dove non è arrivato il Settembre Mestrino, ci è riuscito un gruppo nato sui social, che ha sbaragliato ogni previsione. «Facebook», aggiunge, «è una macchina pazzesca».

In piazza noti organizzatori di eventi come Nicola Parente, ma anche politici (quasi nessuno ha voluto mancare), industriali come Damaso Zanardo, avvocati, giudici, l’ex ad del Casinò Vittorio Ravà, gli autonomisti di Stefano Chiaromanni. Attorno alle 20 si è materializzato il sindaco, che si è seduto al bar Sport a bere un aperitivo con l'immancabile sigaro. Brugnaro ha stretto la mano all'organizzatore: «Mi ha fatto i complimenti per l'idea», ha commentato Venerando, «e mi ha fatto sapere che se in futuro farò altri eventi del genere, mi darà una mano».

Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre/ Incontro “Ritroviamoci in piazza, come una volta” in Piazza Ferretto
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre/ Incontro “Ritroviamoci in piazza, come una volta” in Piazza Ferretto

«Questa è la piazza che ci piace», ha detto il sindaco, «è una serata vintage, della mia generazione. Vivevo a Spinea ma venivo qui come tutti i giovani che dalla cintura metropolitana si ritrovavano in piazza. Una volta c'erano le compagnie, non interessava a nessuno di dov’eri, ecco, questo è il mio modello, dobbiamo riconoscerci tutti come città. Qui c’è buona volontà, è la dimostrazione che basta una cassetta, un po’ di musica e via».

A plaudire all’iniziativa anche il capogruppo del Pd, Andrea Ferrazzi.

 

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