Mestre, il "pacco dono" delle maestre alla ministra Fedeli: ma la Cisl le blocca

MESTRE. Ore di tensione, sabato mattina, davanti al Centro culturale Candiani, dove era in programma il convegno della Cisl su «Veneto, per una scuola di serie A, aperta, autorevole e autonoma», ospite annunciata - ma non arrivata - la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli.
Per tutta la mattina, circa 300 insegnanti - maestre da anni al lavoro con il loro diploma, ma ora a rischio di licenziamento dopo l’ultimo pronunciamento del dicembre del Consiglio di Stato - hanno manifestato davanti al Centro la loro protesta. Ma la tensione si è fatta alta quando una delegazione ha cercato di salire in sala, per presentare un "pacco dono" da consegnare alla ministra Fedeli, con all'interno i loro diplomi, attestati di lauree, master, aggiornamenti: non solo le forze dlel'ordine, ma gli stessi sindacalisti organizzatori hanno impedito loro l'accesso.

"Ma noi ci siamo regolarmente iscritti al convegno, siamo iscritte alla Cisl", la reazione delle maestre. "Mi spiace, la sala è piena", la replica degli organizzatori, "incontrerete il segretario alla fine del convegno".
Presenti al convegno, tra gli altri, Daniela Beltrame, responsabile dell’Ufficio scolastico regionale, Sandra Biolo, della Cisl Scuola Veneto, Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione.
Il caso delle maestre diplomate ma non laureate o laureate è una vicenda sulla quale le Regioni chiedono al ministero dell’Istruzione di essere protagoniste del confronto istituzionale e di partecipare alle possibili ipotesi di soluzione.

Per questo oggi la Donazzan, oltre a fare riferimento alla richiesta comune sottoscritta con i colleghi delle altre regioni e a confrontarsi su come potrà essere la scuola “nell’autonomia”, formulerà al ministro la propria proposta sui docenti assunti senza laurea. «Gli assessori regionali all’Istruzione, formazione e lavoro, riuniti nella nona commissione della Conferenza delle Regioni», spiega la Donazzan, «hanno sollecitato il ministro ad un confronto urgente, offrendo la totale disponibilità a collaborare per individuare le vie possibili per dare una soluzione equa all’intricata vicenda e garantire in serenità la continuità dell’anno scolastico».
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