Medici in sciopero, negli ospedali veneziani ritardi e visite saltate

MESTRE.Numerosi interventi chirurgici e visite ambulatoriali rinviati: questo l’esito dello sciopero nazionale dei medici ospedalieri che ieri ha riguardato anche le strutture della Usl 3 Serenissima. Un dato sull’adesione che si aggira sull’80 per cento, secondo i sindacati di settore, e che non comprende i colleghi rimasti a garantire i servizi minimi obbligatori e le urgenze. Un dato che segnerebbe comunque un record in quest’ambito, tra qualche malumore dei pazienti per le lunghe attese fuori dagli ambulatori o la cancellazione di un intervento programmato da tempo.
Il comunicato dell’Usl 3. Stringato il comunicato emesso ieri dall’azienda Serenissima diretta da Giuseppe Dal Ben. «L’azienda sanitaria si è adoperata durante la giornata per contenere le difficoltà conseguenti all’agitazione indetta dai medici» si legge in una nota «In tutte le strutture ospedaliere sono stati garantiti, utilizzando gli istituti previsti in caso di sciopero, i servizi essenziali e la gestione delle urgenze. Le strutture sanitarie dell’Usl 3 sono già impegnate nella riorganizzazione delle agende delle visite e degli interventi per garantire agli utenti, per quanto possibile, di recuperare le prestazioni non ottenute».


Adesione elevata. Stando ai sindacati dei medici molti gli interventi chirurgici rinviati, specie all’ospedale dell’Angelo, per la grande adesione allo sciopero del personale medico di Anestesia e Rianimazione. Quasi paralizzata la Radiologia di Mirano-Dolo e in generale le Chirurgie e Medicine di vari ospedali della zona, sempre secondo i sindacati, hanno funzionato a scarto ridotto.
Proteste dei pazienti. Ieri mattina all’ospedale dell’Angelo molti sono stati costretti a lunghe attese al primo piano affacciato sulla hall, dove ci sono i vari ingressi agli ambulatori specialistici. «Mio marito aveva appuntamento alle 9.30 e ha aspettato due ore», ha detto una signora all’esterno dell’ambulatorio di Angiologia. «Per carità, i medici avranno le loro buone ragioni, però questo è un settore in cui gli scioperi sono pesanti». Altre persone dopo un’ora stavano ancora attendendo di poter accedere all’ambulatorio di Radioterapia. «Non sapevamo neppure dello sciopero» hanno spiegato. Inferiore al solito il via vai di persone nella hall dell’Angelo, normalmente ben più affollata. Ma gli avvisi sullo sciopero erano stati diramati ovunque negli ultimi giorni.
Sindacati soddisfatti. «Questo sciopero è l’ultima arma rimasta per attirare l’attenzione dei cittadini sulla situazione di definanziamento della sanità nazionale» osserva il segretario regionale del Cimo, Giovanni Leoni «Tredici leggi finanziarie hanno sistematicamente e volutamente dimenticato la sanità, con diminuzione di risorse per quella pubblica e aumento delle necessità dei cittadini di rivolgersi a quella privata. Difendiamo il sistema sanitario universalistico e solidale, dedicato agli esenti reddito, per patologia neoplastica e invalidi civili che sono il 70 per cento degli utenti negli ambulatori ospedalieri. Offensiva poi l’esclusione dei medici dalle categorie dei lavori usuranti».
Gabriele Gasparini, vicesegretario regionale Fassid aggiunge: «È assurdo sentire i politici che parlano di mancanza di soldi. Il governo li trova se vuole, e il risultato è l’unione di tutti i sindacati medici». Infine Andrea Zancanaro, segretario Anaao nell’Usl 3. «Ci sono milioni di ore di straordinario fatte dai medici e non pagate, da 8 anni attendiamo il rinnovo del contratto, ci vogliono scippare la retribuzione individuale di anzianità e siamo senza turnover e con qualcuno che vuole andare in deroga, in Italia, alle leggi europee sul giusto riposo dei medici. E poi ricordiamo che nei giorni di sciopero, rispetto ai festivi, è in servizio il triplo dei medici per garantire i minimi. Perciò anche questi colleghi hanno presentato all'azienda Serenissima la scheda di adesione alla protesta, andando poi lo stesso poi al lavoro».
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