Maurizio, l’astrofilo che in soggiorno ha un pezzo di Luna

LIDO. La Luna ci guarda spesso dall’alto illumina le nostre notti con quel romanticismo che da milioni di anni la contraddistingue. È un satellite ma anche un simbolo, e c’è chi per tutta la vita ha sognato di poterne possedere un pezzetto. Quel qualcuno si chiama Maurizio Eltri, e alla fine pochi giorni fa ci è pure riuscito. Ma lui, anima degli Astrofili che gestiscono il Planetario del Lido, è anche un grande collezionista di meteoriti, e da qualche giorno nella sua abitazione ha trovato posto un pezzo di proveniente sul serio dalla Luna. Ha comprato due etti di roccia che hanno un profondo significato. «Quando da piccolo mi divertivo a osservare la volta stellata, e in particolare le stelle cadenti, mai avrei pensato che un giorno sarei riuscito a possedere una collezione di meteoriti (custodisce centinaia di pezzi, ndr) e meno ancora una meteorite lunare».
Che effetto le fa adesso tutto questo?
«Tenendola in mano non posso evitare di pensare alla notte tra il 20 e 21 luglio 1969, che passai insonne davanti al televisore per assistere in diretta all’allunaggio, e poi alla discesa dei primi astronauti sul suolo lunare. Ricordo pure il viaggio che feci a Milano per vedere il primo esemplare di roccia lunare arrivato in Italia, raccolto durante una delle missioni Apollo. Era una roccia molto simile, ma più piccola di questa che mi è appena arrivata».
Un lungo viaggio fino a noi e fino al Lido.
«Sono 35 anni che si studiano le meteoriti lunari. Già parecchio tempo prima, però, si era ipotizzato che potessero esistere meteoriti provenienti dalla Luna. Infatti oggi ben sappiamo che l’energia scaturita dagli impatti di grossi meteoroidi sulla superficie lunare, oltre che a formare dei crateri di notevoli dimensioni, è sufficiente a scagliare massi anche di grosse dimensioni a velocità superiori a quella di fuga, rendendo in tal modo possibile la loro eventuale cattura da parte del campo gravitazionale terrestre e la successiva caduta sul nostro pianeta».
Questo da dove arriva?
«Lo trovò nel nordovest dell’Africa Dustin Dickens, che ha inviato un frammento di uno degli esemplari all’Università di Washington per la classificazione. Già da una prima analisi è certo che si tratti di una roccia lunare, nota come Lunar Feldspathic Breccia. La prima meteorite lunare identificata è stata trovata invece nei ghiacci dell’Antartide nell’estate australe del 1981».
Che valore ha?
«Diciamo che vengono venduti davvero a peso d'oro».
Venezia e la Luna…
«Ne ho parlato domenica al Planetario: basti pensare alle maree e al romanticismo che entrambe racchiudono. Certo, non è fattibile un gemellaggio tra la nostra città e il satellite che ci ruota attorno, ma è bello pensare a questo connubio».
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