Massaggi a luci rosse la paura di decine di clienti
Campagna Lupia. I carabinieri stanno ascoltando numerose persone in paese Molti temono di essere scoperti o di dover testimoniare a un processo

CAMPAGNA LUPIA. È corsa agli avvocati per tutelare la propria privacy, ma le scommesse su chi andava a visitare il centro massaggi cinese a luci rosse di piazza Amendola a Campagna Lupia le fanno in tanti. Un centro a luci rosse che non nascondeva il proprio intento sulla vetrina: prometteva “Relax massaggi… e tanto alto ancora”. E la lista di chi si vede uscire dalla caserma dei carabinieri di via Salvo D’Acquisto, assicurano in centro, è lunga. Molti per evitare di essere visti si recano a dare testimonianza di sera. Ci sono operai, pensionati, piccoli imprenditori e impiegati, studenti, tutte persone che i carabinieri vogliono sentire per ricostruire i movimenti e il giro delle giovani cinesi che si prostituivano e della maîtresse di 45 anni che le sfruttava, finita in carcere a Venezia alla Giudecca.
I militari stanno così interrogando per primi i clienti che erano nell’agenda della tenutaria dell’attività a luci rosse. I nomi appuntati nell’agenda della maîtresse sarebbero più di una cinquantina. «Il caso è spinoso», spiega l’avvocato Pascale De Falco, «in questi giorni io ma anche altri colleghi abbiamo ricevuto tante richieste di informazioni per tutelare la privacy di chi ha paura di dover testimoniare in un pubblico processo. Una possibilità remota. La scoperta della scappatella con le prostitute cinesi però rischia di far andare gambe all’aria molti matrimoni e relazioni consolidate da anni».
Anche il sindaco Alberto Natin getta acqua sul fuoco: «Tante persone anche fragili hanno fatto visita al centro massaggi. Non è certo il caso di colpevolizzarle oltremodo».
(a.ab.)
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