Marghera, smantellato il villaggio dei portabagagli abusivi

Il rifugio degli irregolari (con allevamento di animali) era in un edificio lungo la banchina dell’Azoto: identificati in 14

MARGHERA. Avevano realizzato un vero e proprio “villaggio” abusivo in un’area in stato di abbandono in via Banchina dell’Azoto a Marghera, comprendente una ventina di baracche e sette tende (per un totale di una cinquantina di posti letto), nonché un allevamento di animali. Un “villaggio” che nel tempo aveva ospitato ogni genere di sbandati e senza fissa dimora di origine romena.

Da qui il blitz scattato ieri mattina, da parte del Servizio Sicurezza urbana della Polizia Locale, in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Mestre, in esecuzione di un’ordinanza del sindaco che disponeva lo sgombero di persone e cose dal luogo, in cui sorge anche un edificio industriale, appartenente alla società “APV Investiment S.p.a.” dell’Autorità Portuale di Venezia. Edificio già al centro di sgomberi e interventi delle forze di polizia perché occupato da pusher e sbandati.



L’intervento, iniziato alle 8.30, ha portato anche all’identificazione di 14 cittadini romeni, di età compresa tra i 19 ed i 35 anni, tutti dediti all’attività di portabagagli abusivo alla stazione ferroviaria di Mestre e sul ponte della Costituzione a Venezia. Ma spesso anche nella stazione di Santa Lucia. Abusivi tornati in maniera massiccia sui marciapiedi della stazione mestrina. Stranieri che già in passato sono stati al centro di polemiche e interventi della polizia ferroviaria.

Oltre alle baracche installate esternamente all’ex edificio industriale, altri manufatti sono stati rinvenuti nei tre piani della struttura, compreso un pollaio con tanto di galline ed uova di giornata, nonché allacciamenti abusivi per l’acqua potabile.

L’intervento di abbattimento delle baracche e delle tende e di sigillatura del passo carraio di accesso, si è concluso verso le 12. 30: ora l’area sarà oggetto, nell’ambito del programma “Oculus”, di continui sopralluoghi sino all’abbattimento della struttura, già fissato per il prossimo anno.

Il progetto prevede il controllo di un centinaio di siti.
 

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