Marchi falsi: la guardia di finanza scopre le basi

VENEZIA. La guardia di finanza di Venezia ha individuato tre commercianti di Mestre nei cui magazzini venivano stipate e vendute a venditori abusivi migliaia di borse con i marchi contraffatti. Nel corso dell'estate i finanzieri veneziani oltre a contrastare la vendita al dettaglio di merce contraffatta nella città lagunare, hanno anche eseguito appositi servizi che hanno consentito di risalire ai fornitori della merce.
A seguito di queste attività di investigazione, sono stati individuati i tre esercizi commerciali, nei quali i venditori si rifornivano prima di andare in centro storico per proporre la loro mercanzia ai turisti.
Il mercato del falso in Veneto viene gestito dalla criminalità organizzata, in particolare la camorra. Il giro d'affari vale 525 milioni di euro l'anno, secondo solo a quello della droga. Finora però non ci sono stati arresti o denunce legati a tale traffico per esponenti delle cosche.
I titolari dei magazzini sono tre cinesi: nei loro depositi i militari hanno sequestrato 7.000 borse illegalmente commercializzate. L'indagine ha mirato anche ad accertare la presenza di prodotti nocivi per la salute, attraverso l'esame sulla merce effettuato con uno «Spettrometro», strumento a raggi x. Il dispositivo è in dotazione alla locale Camera di Commercio. In questo caso, l'esame svolto in tempo reale dai tecnici della Camera di Commercio, ha rilevato quasi 200 borse contenenti cromo esavalente, piombo e nichel in livello superiore rispetto ai limiti consentiti dalla legge. «Questa operazione conferma il ruolo che la Camera di Commercio svolge a tutela e valorizzazione delle imprese che operano nel rispetto della legalità e delle norme - ha dichiarato l'avv. Mario Feltrin, dirigente dell'ufficio legale della Camera di Commercio Venezia e Rovigo - La vigilanza sui prodotti è un tema caro alla Camera di Commercio che garantisce alle imprese il servizio di vigilanza prodotti e lotta alla contraffazione».
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