Malore in cantiere, muore operaio

San Stino. Davide Garbo aveva perso già la moglie. Lascia un figlio di 7 anni
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - SAN STINO DI L. GARBO DAVIDE
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - SAN STINO DI L. GARBO DAVIDE

SAN STINO. Malore fatale mentre è al lavoro in un cantiere nel centro di Meduna di Livenza: Davide Garbo è spirato poco dopo all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso all’età di 44 anni. Un destino tragico per l’uomo che è deceduto per un infarto improvviso nello stesso ospedale dove quasi otto anni fa era morta la moglie, Michela Boatto, mancata 45 giorni dopo il parto. La coppia, residente a San Stino, ha avuto un bimbo, il piccolo Michele, che ora ha sette anni.

Davide Garbo era un artigiano e stava lavorando da alcuni giorni in un cantiere edile proprio in centro a Meduna, tra il municipio e la casa di riposo. Improvvisamente, verso le 18, ha accusato il malore: faceva molta fatica a respirare ed è stato immediatamente chiaro ai primi soccorritori che le sue condizioni erano molto serie. Stabilizzato sul posto dagli operatori del Suem 118, Garbo è stato elitrasportato al Ca’ Foncello, dove è spirato poche ore dopo. Nei giorni precedenti non aveva rivelato alcun fastidio nè alcun sintomo che potesse far presagire un malore cardiaco. Come hanno ricordato alcuni medunesi, mercoledì Davide aveva conversato con alcuni cittadini curiosi in merito al lavoro nel cantiere e aveva pranzato in un ristorante accanto al cantiere, consumando un pranzo leggero, probabilmente proprio a causa del caldo. Forse il lavoro impegnativo e faticoso di muratore, svolto sotto il sole cocente di questi giorni, unito alla sua mole poderosa sono stati all’origine del malore.

La tragica notizia ha scosso la comunità di Meduna ed è piovuta come un macigno a San Stino, dove il pensiero è corso subito alla defunta moglie Michela e al loro piccolo bambino, Michele, che ora è rimasto orfano di entrambi i genitori.

Nell’ottobre 2007, la moglie di Davide, Michela Boatto, era spirata all’età di 33 anni a causa di un melanoma scoperto durante la gravidanza. Insieme avevano deciso di posticipare le cure a dopo il parto, ma ormai non c’era più niente da fare. Michela si è spenta tra le braccia di Davide in quello stesso ospedale dove Davide è deceduto nella notte tra mercoledì e giovedì. La coppia era molto unita: amavano la canoa, il basket, le passeggiate in montagna e facevano parte dell’associazione alpini. Davide abitava con il figlio nel capoluogo sanstinese, dove era un volto noto in quanto frequentava assiduamente le associazioni di volontariato locale. Domani sera alle 19.15 sarà recitato il rosario in suffragio di Davide Garbo nella chiesa parrocchiale di San Stino, dove lunedì alle 15 sarà celebrato il funerale. Dopo il rito funebre, la salma proseguirà per la cremazione.

Claudia Stefani

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