Madre e figlio in manette dopo un folle inseguimento

I due, residenti a Mira, erano pronti a rapinare un orafo a Vicenza, ma il loro piano è fallito Hanno eluso due posti di blocco andando contromano ma sono stati bloccati dai carabinieri
Vicenza

VICENZA. Madre e figlio insieme per l’assalto a un orafo. Lo tengono d’occhio, hanno già in mente un piano, sono pronti a passare all’azione. Quello che non hanno previsto è la sua reazione. Non immaginano tanta prontezza di riflessi. Perché il rappresentante capisce che lo stanno seguendo, dà subito l’allarme ai carabinieri e per loro va tutto a rotoli: scattano posti di blocco, inseguimento a folle velocità e, pochi minuti dopo, l’arresto.

I fermati. Venerdì pomeriggio i carabinieri hanno bloccato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale Maik Lovacovic, 26 anni, residente ad Udine, ma di fatto domiciliato a Mira e la madre Daniela Braidic, 49 anni, sempre residente a Mira. Tutti e due sono volti noti alle forze dell’ordine, anche vicentine, tanto che nei confronti del figlio era stato emesso un foglio di via dal capoluogo. Un provvedimento che, evidentemente, non ha rispettato. Ieri i due si sono presentati davanti al giudice per il processo per direttissima. Lovacovic è stato condannato a tredici mesi, la Braidic a dieci. La pena è stata sospesa e sono tornati in libertà, con il divieto di tornare in provincia.

L’inseguimento. Comincia tutto alle 13, quando un rappresentante esce dal centro orafo di via Vecchia Ferriera, dopo un appuntamento di lavoro. Con sé ha il campionario: preziosi per 100 mila euro. Prima ancora di salire in auto nota due persone. Ormai lavora nel settore da anni, ha imparato a guardarsi sempre alle spalle, percepisce le situazioni di pericolo. E qualcosa gli dice che quei due sono sospetti. La conferma subito dopo. Sale in auto, parte e, dopo qualche secondo, anche loro si avviano sulla loro Skoda Yeti. Lui li tiene d’occhio dallo specchietto retrovisore mentre viaggia verso Costabissara. Prima svolta a destra, poi a sinistra, ma loro sono sempre dietro. Cercando di mantenersi a una certa distanza, lasciano passare altre auto, ma sono sempre lì. Il rappresentante non perde tempo: dà subito l’allarme ai carabinieri di Thiene. Scattano i posti di blocco ma la Skoda riesce a fuggire. Inseguita dai carabinieri di Thiene, del nucleo investigativo e del radiomobile di Vicenza, imbocca a folle velocità alcune strade contromano, rischia di investire dei pedoni e di provocare più di un incidente. I militari non la perdono mai di vista: riescono a bloccarla a Borgo Scroffa e, a quel punto, per i due scatta l’arresto. Nascosti in macchina vengono trovati un passamontagna, guanti in pelle e una forbice da elettricista che, secondo i militari, doveva servire per bucare le gomme dell’auto all’orafo.

Claudia Ortolan

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