«Luogo di culto e sovraffollato» ecco perché chiude la moschea

Concessione revocata al padiglione islandese della Biennale, provvedimento con effetto immediato Il commissario Zappalorto: «Con il Comune gli organizzatori hanno giocato sull’ambiguità»
Di Carlo Mion
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 21.05.2015.- La Moschea della Misericordia.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 21.05.2015.- La Moschea della Misericordia.

Stop alla Moschea alla Misericordia. Dopo una decina di giorni di polemiche è arrivata la decisione di Comune e Prefettura. Con una mail inviata alle pec del responsabile dell’Icelandic Art Center e alla Fondazione La Biennale la Direzione Commercio e Attività produttive del Comune ha comunicato la chiusura della “Moschea” nel padiglione islandese nell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia.

Il provvedimento è stato valutato anche in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, nella riunione presieduta dal Prefetto Domenico Cuttaia mercoledì scorso ed è stato adottato in quanto, nel corso di ripetuti controlli effettuati a partire dall’apertura al pubblico l’8 maggio, l’attività espositiva è risultata “esercitata in violazione delle prescrizioni impartite dall’amministrazione comunale e delle assicurazioni fornite dagli stessi responsabili dell’iniziativa nelle loro precedenti comunicazioni”, spiega in una nota la Prefettura.

Sul fronte delle prescrizioni non rispettate, secondo il Comune, sono state violate le norme riguardanti: il divieto di utilizzo, durante l’orario di apertura al pubblico, dello spazio interno dell’ex chiesa per finalità diverse da quelle di una mostra espositiva; il divieto di utilizzo del padiglione quale luogo di culto; le modalità di ingresso del pubblico. Scrive sempre la Prefettura: «Le difformità riscontrate, rispetto alle dichiarazioni ed alla documentazione prodotta dai responsabili dell’installazione, hanno riguardato in particolare la violazione delle norme sulla sicurezza dei luoghi, visto il ripetuto superamento del limite massimo di capienza, limite in relazione al quale erano state approntate le necessarie misure di sicurezza». Infatti durante la preghiera del venerdì i vigili urbani avevano riscontrato che all’interno, contemporaneamente, c’erano 128 persone rispetto a un massimo consentito di 99. Il provvedimento di rimozione del cosiddetto “inizio attività”, ha effetto immediato, e oggi il padiglione dovrà essere chiuso e non accessibile al pubblico. L’atto può essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica al Tribunale Amministrativo Regionale.

Il commissario Vittorio Zappalorto ha spiegato: «Gli organizzatori del padiglione hanno giocato sull'ambiguità, chiedendo il permesso per una mostra, ma facendo poi una Moschea. Noi non siamo entrati nel merito, ma ci siamo limitati a constatare che i parametri che avevamo chiesto per l'autorizzazione all'uso dello spazio non sono stati rispettati, quando li abbiamo verificati, a cominciare dalla capienza, che era fissata per cento persone, e ne presentava - quando abbiamo compiuto i sopralluoghi - anche 130. Per questo abbiamo revocato la concessione. Quanto alla Moschea, se la Comunità islamica vuole aprirne una, basta che presenti una domanda al Suap, rispetti i piani urbanistici della zona prescelta per realizzarla e investa nella sua costruzione. Ma mi sembra che si voglia fare molti discorsi, ma pochi fatti».

Permessi e autorizzazioni varie sono state concesse per un’installazione artistica, non per un luogo di culto. Fin da subito il padiglione islandese si è mostrato una provocazione con gli organizzatori che non facevano chiarezza sul corretto uso degli spazi. L'opera è dell'artista svizzero Christoph Büchel, noto per le sue provocazioni: "The Mosque: The First Mosque in the Historic City of Venice", è stata realizzata in collaborazione con il centro islamico di Marghera, the Icelandic Art Center and the Ministry of Education e il Ministero dell'Istruzione e della Cultura d'Islanda e Sverrir Agnarsson, il presidente della Comunità musulmana di Islanda.

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