L’ultimo, intimo saluto ai coniugi Cecchinato

MESTRE. Ultimo saluto ieri in cimitero per Ernesto e Loredana Cecchinato. Due automobili identiche hanno trasportato le loro salme fino al cimitero in via Santa Maria dei Battuti. Alla cerimonia civile strettamente privata, voluta dai figli, erano presenti una trentina di persone, tra le quali c’erano Nadia - una delle due figlie dei coniugi Cecchinato - la sorella di Ernesto e l’ex primario dell’Umberto I, Luciano Caprioglio. Nella cappella del cimitero i familiari più stretti hanno così dato l’ultimo saluto con una cerimonia civile ai due coniugi novantenni che si professavano “non credenti”.
Martedì scorso all’ospedale Dell’Angelo, l’ingenere Ernesto Cecchinato di 95 anni ha ucciso con la sua pistola di piccolo calibro la moglie ricoverata e poi si è tolto la vita su una panchina dell’androne. L’ingnegner Cecchinato è il progettista della riqualificazione di viale Don Sturzo e negli anni ha donato oltre centomila euro ai centri di residenza per anziani Don Vecchi seguito da don Armando Trevisiol. Nella sua lettera d'addio e di scuse alle figlie, l’ingegnere spiegava come, assieme alla moglie, avesse deciso di farla finita per non «essere di peso» alla famiglia. Ieri in cimitero don Armando Trevisiol, ex parroco di Carpenedo e fondatore dell'associazione Carpinetum, ha preferito lasciare i famigliari dell’amico alla loro intimità, come previsto dalla forma privata preferita per le esequie; il religioso, che era legato all'ingegnere da un lungo rapporto che esulava dalle donazioni e dalla beneficienza, ricorderà comunque la coppia durante la messa di stamattina, nella chiesa del cimitero, di cui don Trevisiol cura la pastorale: «Pregheremo per l'anima di un brav'uomo», aveva dichiarato il prete nei giorni scorsi. Intanto, salutati da un sole gentile, ieri Ernesto e Loredana hanno percorso il loro ultimo passaggio affiancati da chi più gli era vicino, nei prossimi giorni ci sarà il ricordo della comunità a cui i coniugi avevano dato così tanto.
Giacomo Costa
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia