Licenziamenti Speedline. Sull’abete spunta un fiocco rosa per salutare la bimba di un operaio
Svetta il simbolo della nascita di Anita, appena nata.
Il papà: «Mia moglie stava per partorire mentre io ero alla protesta. Sono corso da lei»

SANTA MARIA DI SALA. Tra la felicità per la nascita di una figlia e i timori del futuro lavorativo. Questo Natale se lo ricorderà Salvatore Lucido, 38 anni di Noale, originario di San Vito Lo Capo, nel Trapanese.
È salito al Nord una quindicina d’anni fa per stabilizzarsi e trovare un’occupazione, quella stessa da operaio che ora rischia di perdere.
Eppure ha di che sorridere perché il 20 dicembre è nata la secondogenita Anita e giustamente se la gode, non dimenticando la realtà quotidiana. I suoi colleghi hanno usato il fiocco della nascita per fare la punta dell’albero di Natale del presidio.
«Ho solo ringraziato i ragazzi per questo gesto di per sé semplice ma dal significato molto grande», dice commosso Salvatore, «Sono siciliano ma i colleghi mi fanno sentire come se fossi qui da sempre».
Da una decina d’anni in Speedline, Lucido era presente il 19 dicembre alla manifestazione a Villa Farsetti. Finché aveva ricevuto la telefonata che la moglie Assunta era prossima a partorire.
«Sono dovuto scappare via», racconta, «perché Anita sarebbe potuta nascere da un momento all’altro: lo ha fatto il giorno dopo all’ospedale di Camposampiero».
La piccola sta bene ed è andata ad allargare la famiglia che conta già Enea di 4 anni. «La nascita è sempre qualcosa di straordinario», dice, «È Gesù che ci regala la vita. Per la Speedline non è un momento semplice. In queste settimane, con Assunta stiamo solo pensando ad Anita, anche se non è facile. Nel limite del possibile vado al presidio, considerato che ora devo fare da papà e da mamma».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia