L'emergenza turismo a Venezia fa il giro dei giornali del mondo: varchi promossi, no alle grandi navi

Ampio risalto sulla stampa straniera per la gestione dei flussi: da ElPais a Le Monde, dal Washington Post al Finanzial Times
Interpress/Gf.Tagliapietra Venezia 30.04.2018.-Varchi Lista di Spagna
Interpress/Gf.Tagliapietra Venezia 30.04.2018.-Varchi Lista di Spagna

VENEZIA. Il mondo parla dei varchi per frenare i flussi turistici istituiti a Venezia. La notizia della creazione dei «check point» turistici durante il ponte del primo maggio voluti dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha infatti trovato spazio in questi giorni in molti quotidiani stranieri.

Da quelli francesi a quelli inglesi, dagli spagnoli ai tedeschi, dagli americani sino agli argentini, tutti hanno riferito del provvedimento senza precedenti. Riflettendo, inevitabilmente, anche sul sovraffollamento di Venezia e sulla fragilità in generale della città.



Reazioni più stupite che negative, quasi si prendesse pienamente coscienza, con la presenza fisica di quei varchi, che Venezia rischia di «scoppiare» per troppo turismo ed è arrivato il momento di fare qualcosa.

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Ha scritto ad esempio un autorevole quotidiano francese come Le Monde a proposito dei varchi: «La misura è stata considerata “utile” da un turista italiano, che ha confidato di avere l’impressione di “sicurezza e ordine”, ma un paio di francesi erano più combattuti. “Penso che sia un peccato per il turismo. Penso che Venezia perda gente che è bloccata e frustrata per non essere in grado di vedere i monumenti”, ha detto Paul. “È scioccante essere bloccata, sono d’accordo”, ha detto Valerie. “ma a quale prezzo? Se è per danneggiare la città. . .”».

Un gruppo di appartenenti al Centro sociale Morion protesta davanti ad uno dei due varchi, ai piedi del Ponte di Calatrava a piazzale Roma, voluti dal comune per limitare gli ingressi ai turisti a Venezia, 29 aprile 2018. .ANSA
Un gruppo di appartenenti al Centro sociale Morion protesta davanti ad uno dei due varchi, ai piedi del Ponte di Calatrava a piazzale Roma, voluti dal comune per limitare gli ingressi ai turisti a Venezia, 29 aprile 2018. .ANSA


Il Financial Times, prestigioso quotidiano finanziario britannico, ha invitato invece i suoi lettori ad andare a Treviso, in alternativa a Venezia, per evitare il pienone e i blocchi. «Poche città» scrive il Financial Times «hanno la storia e l’ambientazione di Venezia, eppure non basta. I 55 mila abitanti della Serenissima sono sommersi da quasi 3 milioni di turisti all’anno e la città è stata all’avanguardia delle proteste sul turismo. Treviso si trova a venti minuti da Venezia e ha un proprio aeroporto. Nonostante ciò, punto a suo favore, è ignorata dal turismo di massa».

Per gli spagnoli de El Pais, «la realtà, al di là dei tornelli è che c’è qualcosa di seriamente minacciato nella città. Mentre le visite turistiche continuano ad aumentare, spinte dal fenomeno delle crociere, che ha riguardato 2, 5 milioni di persone l’anno scorso, la sua popolazione è diminuita di due terzi dalla metà del secolo scorso. E anche se è anche dovuto alle devastazioni generate dall’acqua alta, il turismo di massa e la corrosione del tessuto commerciale e sociale della città che esso comporta sono i fattori principali». Per il quotidiano spagnolo, «il modello di Venezia, un paradigma mondiale di saturazione turistica, anticipa una tendenza crescente in altri luoghi colpiti dal sovraffollamento. Infatti, in Italia qualcosa di simile accade già in posti come le Cinque Terre, dove è limitato a un numero chiuso l’afflusso in alta stagione».

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Il Washington Post scrive che ai turisti sono di gran lunga più numerosi degli abitanti di Venezia, dove le strette calli diventano quasi impraticabili nei periodi di punta». E per i tedeschi del Frankfurter Allgemeine, che riferisce dei varchi, «Venezia vive di turismo, ma le masse mettono in pericolo anche il sito del Patrimonio Mondiale. Per anni, quindi, sono state discusse misure su come rendere il turismo più sostenibile». Quasi le stesse parole che scrive il quotidiano argentino Clarin riferendo dell’introduzione dei varchi di accesso che ricorda come «il flusso di turisti a Venezia aumenta specialmente quando le navi da crociera sbarcano migliaia di passeggeri per una visita di un giorno».

Brugnaro: «Venezia resta città aperta: sui varchi andiamo avanti»
Un gruppo di appartenenti al Centro sociale Morion protesta davanti ad uno dei due varchi, ai piedi del Ponte di Calatrava a piazzale Roma, voluti dal comune per limitare gli ingressi ai turisti a Venezia, 29 aprile 2018. .ANSA


Insomma, cresce la consapevolezza anche sulla stampa internazionale che il turismo di massa per Venezia stia diventando un problema oltre che la principale risorsa, mettendo a repentaglio la sopravvivenza della città. Così pensa anche il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni che si è espressa già a favore dell’introduzione dei varchi per i turisti da parte del sindaco Brugnaro. «Ha avuto coraggio, gliene va dato atto» commenta «perché finalmente ha iniziato ad affrontare un problema ignorato da troppi anni come quello del controllo dei flussi turistici. L’importante è che ora non resti una misura spot, ma si vada avanti su questa strada con provvedimenti organici e non contraddittori, come quelli che prevedono la costruzioni di nuovi alberghi a Mestre o sul litorale che porteranno altri escursionisti in città. È importante il messaggio diffuso anche dai giornali stranieri. Finora il mondo ha visto e diffuso immagini di Venezia intasata dalle folle dei turisti o solcata dalle Grandi Navi, immagini non certo positive per la città. Non credo che quelle dei varchi allontaneranno i turisti da Venezia, ma potranno contribuire a renderli più consapevoli del momento più opportuno per la loro visita, anche se è inevitabile che tutti, comunque, vorranno poi arrivare in Piazza San Marco».

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