Le pagine Facebook su Venezia a Brugnaro: «Continueremo a testimoniare il degrado»

Il primo cittadino aveva detto: «Bisogna agire contro chi diffonde foto e video nei social network», ma la risposta dei cittadini è secca e immediata 
Il tuffo di sei turisti da Calatrava l'anno scorso
Il tuffo di sei turisti da Calatrava l'anno scorso

VENEZIA. «Non solo contro i cialtroni che si tuffano, bisogna agire anche contro chi diffonde foto e video nei social network». Maleducazione e mal costume, certo. Ma l’indice del sindaco Brugnaro è puntato anche contro chi diffonde le “imprese”, sempre più frequenti negli ultimi anni. Il rischio di questa pubblicità, dice il sindaco, è l’effetto emulazione. Si riferisce, in maniera neanche troppo velata, alle pagine locali sui social che tengono costantemente accesa la luce sul degrado cittadino. Insomma, è anche colpa loro?

agenzia Candussi, giornalista Scattolin. Incontro organizzato da CGIL presso il Business Center in via dell'Azoto 15 Marghera. nella foto: il segretario generale camera del città metropolitana di Venezia Enrico Piron assieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro
agenzia Candussi, giornalista Scattolin. Incontro organizzato da CGIL presso il Business Center in via dell'Azoto 15 Marghera. nella foto: il segretario generale camera del città metropolitana di Venezia Enrico Piron assieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro


Non pare proprio, a giudicare dal dibattito scatenatosi su facebook. I primi a commentare l’uscita del sindaco sono gli amministratori di Venezia non è Disneyland: «Oggi, a Venezia» si legge in un post «il sindaco è il garante dello status quo, dell'opposizione al cambiamento, del cercare di colmare, nonostante tutto, le lacune della sua Amministrazione. Noi come pagina di protesta verso il degrado in cui versa la nostra città continueremo a raccogliere le vostre testimonianze».


Perché raccontare quello che succede crea senso civico e consapevolezza. «E poi» si aggiunge, con vena polemica «le testimonianze sono, e rimarranno, sempre più utili del faro a Marghera». La pensa così anche Patrizia Zucchero che, in un commento tra i tanti, si rivolge al sindaco: «Sia contento di avere qualcuno che la informa sull'accaduto nella sua amata Venezia». Alessandro Menegazzo si chiede: «Allora sono da bandire anche i giornali perché con la diffusione delle notizie potrebbero incitare all’emulazione?».

Il tuffo di sei turisti da Calatrava l'anno scorso
Il tuffo di sei turisti da Calatrava l'anno scorso


Dice la sua anche Matteo Secchi (Venessia.com e Via il Gabbiotto dal Campanile): «Premesso che i turisti che rispettano la città sono ben accetti» scrive «siamo pronti anche a seguire il suo consiglio e a non pubblicare foto e video denuncia. Ma attivi subito un canale preferenziale dove poter comunicare gli scempi». La sortita del sindaco non è piaciuta anche a Marco Caberlotto, di Generazione 90: «I cittadini non hanno più il diritto di prendere posizione? Se succede qualcosa che non va davanti ai nostri occhi, dobbiamo segnalarlo alle autorità ma abbiamo anche tutto il diritto di indignarci». 


 

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