Lazzaretto vecchio, record di visitatori

VENEZIA. Più di mille visitatori in due giorni. Quattromila già prenotati per i prossimi due week-end. «Sold-out, un successo incredibile», commenta esausto Girolamo Fazzini, presidente dell’Archeoclub, l’associazione di volontari che ha aperto sabato e domenica insieme al Fai e al Polo museale l’isola del Lazzaretto Vecchio al pubblico.
Un’attività che va avanti da anni con ricerche, scavi, pulizia dell’isola. E che adesso è vicina al risultato. Perché mantenendo la promessa, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, nei giorni della Biennale in visita a Venezia, ha stanziato 5 milioni per avviare il primo nucleo del museo dell’isola.
Soldi che saranno utilizzati anche per dare continuità al progetto della Biennale, che ha già inaugurato un mese fa laboratori virtuali e digitali nell’area dei capannoni ottocenteschi.

«Attività che non sono affatto incompatibili», aveva detto il ministro. Nella parte storica dell’isola, ripulita dai volontari, dovrebbe nascere il nuovo «Museo Nazionale di Archeologìa della città e della laguna di Venezia».
Progetto approvato e depositato, che gli studiosi e le soprintendenze aspettano da anni. «Per presentare in modo filologico e unitario», spiega Fozzati, «gli straordinari materiali recuperati da migliaia di ricerche archeologiche in laguna. In questi luoghi carichi di storia si potrà ricostruire l’evoluzione della città dall’antichità a oggi».
Quattro anni fa la convenzione con Archeoclub, che garantisce la pulizia e la sorveglianza dell’isola. Per evitare i danni provocati dai vandali che dopo i restauri del Magistrato alle Acque al tetto e ai capannoni, nel 2007, avevano rubato anche le grondaie in rame, danneggiando i tetti.
Adesso i volontari hanno rimesso a posto tutto, con un lavoro di mesi. E il Lazzaretto appare ai visitatori nella sua straordinaria bellezza.
Una vista inedita sulla laguna e Venezia dal colonnato della casa del Priore. Spazi enormi, con l’antica Teza dove si possono leggere scritte cinquecentesche di mercanti e marinai orientali ricoverati in quarantena con le loro mercanzie.
Grandi spazi decorati da vere da pozzo in marmo rosso di Verona. Quelle sopravvissute alla razzia degli anni Ottanta. E la “piazza del Priorado”, unica esistente a Venezia dopo San Marco. Luogo edificato nel Cinquecento.
Apertura straordinaria anche per li prossimi tre fine settimana. «Ma purtroppo non possiamo più accettare prenotazioni», allarga le braccia Fazzini, «non ce la facciamo.

La domanda proveniente da Venezia, dal Veneto e anche da altre parti d’Italia via Internet», continua Fazzini, «ci dice che c’’è una grande domanda di questo tipo di visite. Con il museo archeologico in laguna potrebbe diventare uno dei luoghi più interessanti del mondo».
Collegamenti abbastanza agevoli, vista la poca distanza dalla vicina isola del Lido della parte «nuova».
Un pontile galleggiante utilizzato dalla Biennale e messo a disposizione dalla cooperativa Manin che sarà adesso smantellato. E uno spiraglio che fa ben sperare. I fondi arrivati dal ministero dovranno servire adesso per completare il restauro di alcune parti degli edifici.
E poi avviare il progetto del museo – che andrebbe a completare l’altro già in fase avanzata del Lazzaretto Nuovo – insieme al le attività digitali della Biennale. Occasione da non lasciar cadere, se si vuole davvero rilanciare il turismo culturale e il lavoro dei giovani.
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