Lazzaretto Vecchio, ecco l'isola della realtà virtuale

VENEZIA. L'ormai quasi completa rinascita della cittadella del cinema al Lido, attraverso gli interventi iniziati «dopo l'annus horribilis» del 2010 (quando fu ritrovato l'amianto, ndr), e l'entrata nell'età della virtual reality che sbarca sull'isola del Lazzaretto Vecchio: sono fra le novità della 74/a Mostra del cinema di Venezia ( 30 agosto - 9 settembre) illustrate dal presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta.
«Prosegue il programma di rinnovamento generale dell'area - dice Baratta -. Il cubo rosso (sala della sezione, nata l'anno scorso, Cinema nel Giardino, ndr) è il sigillo di questa rinascita e dell'apertura della Mostra ai generi».

Nei lavori si è insistito sul valorizzare le strutture «che hanno fatto la storia della Mostra» ricorda il presidente della Biennale. Fra queste il Palazzo del Cinema del '37, «prima sala al mondo concepita per un festival del cinema»; la nuovissima sala Darsena, che corona oggi l'arena all'aperto, a suo tempo simbolo dell'apertura al pubblico della Mostra; il palazzo del Casinò acquisito definitivamente dal Festival nel 2000, «che simboleggia il rapporto con la stampa che è partner effettiva della Mostra».

Grazie all'impegno del Comune «il piazzale antistante al Casinò e alla Sala Grande è stato completamente rinnovato» e al Casinò «saranno dedicate altre risorse nell'immediato futuro per ulteriori adeguamenti e rinnovi».

Il debutto al Festival di una sezione del concorso sulla virtual reality «scelta coraggiosa di Barbera, meritava un luogo simbolo, che è stato identificato per contrappasso, nell'area più antica della zona, separata dal Lido da un piccolo braccio di mare, l'isola del Lazzaretto Vecchio, con i suoi edifici vuoti, anche se da qualche anno parzialmente risanati». Quale miglior occasione «per portar nuova vita a quelle storiche strutture, d'intesa col Polo Museale Veneziano.

Tra gli altri pilastri del Festival il Venice Production Bridge, «utile complemento ai mercati del cinema» e la sezione Classici «diventata per così dire essa stessa un classico».

L'essere riconosciuti dalla stampa «quale festival prediletto da chi vuole portare opere al successo delle nomination d'autunno» è dovuto «all'esserci sempre mantenuti fedeli al principio d'indipendenza e della qualità nelle scelte effettuate». La Mostra, sottolinea, è un punto di riferimento «per opere che al di là del successo al botteghino abbiano valori artistici riconosciuti da portare a conoscenza del pubblico».
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