Lavori fai da te al Pertini i cittadini si autotassano

Giornata di pulizia e sistemazione della piazzetta dove troppi anziani cadono Il comitato: «Incontreremo il Comune, servono lavori per un milione e mezzo»
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Pulizia e messa in sicurezza della "piazzetta della vergogna"
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Pulizia e messa in sicurezza della "piazzetta della vergogna"
Rione Pertini, una giornata di lavori autofinanziati dai residenti. Donne e uomini, ragazzi e anziani. Almeno una cinquantina c’erano ieri mattina per la pulizia straordinaria organizzata dal comitato del rione Pertini e che è proseguita fino a sera.


Caschetti bianchi in testa, tra carriole e badili e 160 chili di malta usati nel corso della giornata per rattoppare la piazza che è l'emblema della “vergogna” e degli interventi nati sbagliati nei quartieri popolari, le periferie di Mestre che reclamano attenzione. La piazza del rione, raccontano Paolo Cuman e Paolo Dozzo, rispettivamente consigliere municipale Pd e ex dirigente del Comune in pensione, era uno spazio privato ad uso pubblico, realizzato da imprese edili private che hanno contribuito a far crescere la popolazione del rione, che oggi accoglie quasi seimila persone.


La piazza venne realizzata dai privati, dopo la creazione degli spazi commerciali che oggi spesso sono vuoti. E vennero utilizzati materiali talmente scarsi che nel giro di qualche anno la piazzetta è diventata un “luogo terremotato”.


Si vorrebbe intitolarla a don Gianni De Pieri ma in questo stato parrebbe una offesa farlo.


E così ieri i cittadini si sono autotassati: 3.500 euro sono stati spesi per togliere piastrelle sconnesse, sporcizia, erboni alti e buttare malta a coprire buche e rialzi su cui gli anziani con le carrozzine faticano a passare e con il deambulatore cadono.


E il Comune? Pochi giorni fa in un comunicato quattro assessori (Zaccariotto, la vicesindaco Colle, Boraso e D’Este) hanno assicurato la massima attenzione.


Centoventimila euro sono stati reperiti tra le pieghe del bilancio per assicurare interventi sulla piazzetta, sul potenziamento della illuminazione e che si aggiungono al recupero di 10 alloggi in via Gavagnin e all’intensificazione dei controlli in zona delle forze dell’ordine. Il 29 novembre il comitato con il portavoce Giorgio Rocelli andranno ad incontrare la Zaccariotto.


«Ma chiederemo più investimenti. Non ci bastano 120 mila euro, vogliamo un milione e mezzo di lavori», annunciano. Sanno di “sparare alto”, ma ci provano. Perché dicono: le periferie meritano attenzione.


«Con 120mila euro si fa poco: noi vorremmo realizzare un campo da calcetto per i ragazzi per evitare che vadano via. Vorremmo far sistemare il campo da basket. Realizzare un campetto di bocce per anziani e sistemare marciapiedi. Questa piazza è lontana dagli occhi, da piazza Ferretto e piazza San Marco ma qui arrivano le nuove povertà. E con i prossimi bandi di assegnazione, altri ne arriveranno», spiega Rocelli. Il Pertini, voce di una periferia stretta tra degrado, occupazioni abusive ma anche voglia di riscatto sociale. «Le occupazioni le abbiamo bloccate . Sono circa 15-17 le case occupate. Noi ne contiamo 17; il Comune 15. La maggior parte sono di Ater, una paio di Insula. Alcuni casi sono problematici, altri no. Ma dietro c’è sempre il reato di buttare giù porte e finestre per avere un tetto. Quindi noi ci facciamo sentire: in tutto il quartiere ci sono cartelli che invitano a non sporcare, a trattare gli spazi come fossero quelli di casa propria. Perché i luoghi pubblici sono di tutti», conclude Rocelli.


©RIPRODUZIONE RISERVATA


Argomenti:rione pertini

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia