L'artista della chiesa-moschea porta alla Biennale la nave-bara di 700 migranti

VENEZIA. Irrompe alla Biennale la tragedia dei migranti morti nei loro viaggi della disperazione: l'artista svizzero Christoph Büchel ha, infatti, trasportato a Venezia - per esporlo all'Arsenale - il relitto del peschereggio-bara, nel quale trovarono la morte oltre 700 migranti, naufragati nel Canale di Sicilia il 18 aprile 2015.
"Barca Nostra": così si chiamerà il relitto-opera esposto alla 58esima Biennale Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, intitolata "May You Live In Interesting Times", in programma dall’8 maggio al 24 novembre, quale «simbolo di notevole importanza socio-politica, etica e storica del fenomeno delle migrazioni umane».

Recuperato dai fondali marini su disposizione dell'allora governo Renzi, il peschereccio e il suo carico di disperazione sono stati per anni al centro dell'opera di associazioni umanitarie e l'attività di medico legali, per cercare di dare un'identità alle persone morte, creando una banca dati del loro Dna.
Ad aprile, il Consiglio dei ministri ha autorizzato la cessione del relitto al comune di Augusta, per farne un "Giardino della Memoria" e subito l'amministrazione ha accolto la richiesta dell'artista svizzero, di avere per un anno il relitto in comodato d'uso per esporlo alla Biennale: un'opera che non passerà inosservata.

Si tratta dello stesso autore che nel 2015 trasformò in moschea la chiesa di Santa Maria della Misericordia, scatenando la reazione del Patriarcato, polemiche nazionali, ricorsi al Tar e la chiusura anticipata dell'allora Padiglione dell'Islanda.
Certo, anche quest'opera non passerà inosservata: il governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte ha fatto propria l'indicazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini di chiudere i porti italiani alle navi che soccorrono i migranti.
Dopo aver negato fino all'ultimo di sapere alcunché dell'opera, la Biennale ha "parlato" solo dopo l'arrivo del relitto a Venezia, dopo un lungo viaggio in nave dalla Sicilia.
«Lontana da distrazioni, lontano dal chiasso invita solo a un grande silenzio e alla riflessione», commenta il presidente Paolo Baratta, che ha precisato che il grande barcone è parte integrante della Biennale d'Arte 2019, ed è stato voluto «per smuovere le coscienze» dal curatore della rassegna, Ralph Rugoff.
"Barca Nostra" sarà collocata nel bacino dell'Arsenale, all'altezza della grande gru metallica ottocentesca.
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