L’aquila di mare torna in laguna dopo 10 anni
Durante il censimento degli uccelli è stato avvistato a Caorle il raro esemplare. L’ornitologo Mauro Bon: «Vorremmo fare delle ricerche ma mancano i soldi»

L'aquila di mare fotografata a Caorle da Emanuele Stival
CAORLE. Vola l’aquila di mare nella laguna di Caorle. Una presenza rara quella del rapace che non svernava da oltre dieci anni. Ad immortalare l’unico esemplare una quarantina di ornitologi dell’Associazione Faunisti Veneti con sede in centro storico al Museo di Storia Naturale. Caorle insomma si dimostra un ambiente ideale per molti uccelli, sia per lo svernamento, sia per la riproduzione, come dimostrano le nidiate di cigni che vi si trovano con semprer maggior frequenza.
In tanti a vedere i piccoli cigni nati a Caorle
Il gruppo di esperti ogni anno nel mese di gennaio per tre giorni consecutivi dall’alba al tramonto, organizza un censimento nella laguna di Venezia (ha un’estensione di circa 55.000 ettari con valli da pesca arginate, spazi acquei aperti all’espansione di marea, barene) - e in quella di Caorle (5.000 ettari).
Nelle aree di studio, siti di importanza nazionale, svernano migliaia di uccelli migratori. Gli ornitologi muniti di cannocchiale e macchina fotografica esplorano le lagune dalle rive, in capanni o in barca e vanno, letteralmente, a contare gli esemplari. Quest’anno, dal 9 all’11 gennaio, hanno censito 650mila uccelli di 79 specie diverse. L’ornitologo Mauro Bon osserva: «In questo mese vengono censiti ogni cava e ogni specchio d’acqua perché con i picchi di freddo gli uccelli si spostano poco». Tra i più numerosi il germano reale (anatra selvatica), l’alzavola, l’oca lombardella, il piovanello pancia nera (piccolo trampoliere che arriva dalla Siberia).
Da notare come la colonia di caprioli, poi, sia rimasta ben florida e si possano vedere esemplari scoprire il mare e divertirsi in spiaggia.
Un capriolo libero in spiaggia a Caorle
«Negli ultimi anni», precisa l’esperto «abbiamo riscontrato la tendenza all’aumento degli uccelli e delle specie. Alcuni giorni fa nella laguna di Caorle abbiamo visto volare una presenza straordinaria: l’aquila di mare. Vorremmo fare ricerche accurate ma mancano fondi».
Sull’argomento interviene il direttore del Museo di Storia Naturale Luca Mizzan che ricorda: «Monitoriamo l’ambiente in generale: la laguna e il territorio circostante, la fauna terrestre e marina. Siamo in contatto con il Museo di Trento». Tra le presenze eccezionali anche la medusa, in merito alla quale il direttore osserva: «Stiamo tenendo d’occhio la situazione di una medusa: è una lontana parente, una specie esotica, americana, arrivata per la prima volta la scorsa estate, non punge ma è invasiva e ha dato problemi nel mar Mediterraneo. Si nutre di larve, pesci, crostacei, era un motivo di allarme».
Prosegue: «Speriamo che con questi freddi sia scomparsa, fino a Natale era presente. Se sopravvive è un problema». Sui recenti raggruppamenti di cefali nei canali, Mizzan annota: «Negli inverni rigidi è una situazione di normalità, gli animali cercano disperatamente condizioni non proibitive radunandosi».
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