La veneziana dell’anno è Adriana Albini: «Vorrei diffondere la scienza»

Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.01.2019.- Adriana Albini è il Veneziano dell'anno. Teatro La Fenice. Associazione Settemari. Nella foto con Pres. ass. Settemari Luisa Vianello.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.01.2019.- Adriana Albini è il Veneziano dell'anno. Teatro La Fenice. Associazione Settemari. Nella foto con Pres. ass. Settemari Luisa Vianello.

VENEZIA. Considerata tra le migliori scienziate in Italia e nel mondo, scrive libri gialli, detiene coppe di scherma, coordina gruppi per movimenti che valorizzino le donne e, se non bastasse, è anche mamma di due figli e ha un marito americano con il quale gira la laguna in barca.

Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.01.2019.- Adriana Albini è il Veneziano dell'anno. Teatro La Fenice. Associazione Settemari.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.01.2019.- Adriana Albini è il Veneziano dell'anno. Teatro La Fenice. Associazione Settemari.

Adriana Albini, veneziana dell’anno 2018, è un dolce vulcano che contagia con dosi di entusiasmo chi le sta intorno. Amica dei Nobel Rita Levi Montalcini e di Elisabeth Blackburn, spera che la sua nomina aiuti a diffondere in città la scienza, magari con un ciclo di incontri.

Ieri mattina al Teatro La Fenice l’associazione Settemari le ha consegnato il 41° riconoscimento che aggiunge un tassello alla storia di Venezia. «Per la straordinaria carriera scientifica - recita la motivazione - nell’ambito della ricerca oncologica culminata con la nomina, per la prima volta assegnata a un italiano, nel direttivo dell’American Association for Cancer Research. Albini, cresciuta a Sant’Elena, mantenendo con orgoglio i legami affettivi con i luoghi della sua adolescenza».

Adriana Albini, veneziana dell'anno

La cerimonia è stata introdotta dal soprintendente della Fenice Fortunato Ortombina. A tessere le lodi della scienziata Tullio Pozzan del Cnr , Paolo Veronesi, presidente dell’associazione fondata dal padre, il sindaco Luigi Brugnaro e il comitato del premio formato dal presidente Pier Luigi Borella, da Giorgio Crovato, segretario delle’Ateneo Veneto e con il fratello Maurizio primo premio veneziano dell’anno 1978, lo scrittore Giovanni Caniato e Luisa Vianello della Settemari.

Doretta Davanzao Poli ha passato il testimone alla scienziata che, nel discorso, ha ricordato i suoi genitori, gli affetti che la legano alla città e l’importanza della salute.

«La chiave della vita è l’amicizia» ha detto ricordando anche come la sua passione per la scienza sia nata al Lido, interrogandosi sulle forme di vita del mare «Ho introdotto il nuovo concetto di nutroceutica, la farmacia in tavola, per portare attenzione all’alimentazione e alla prevenzione».

Brugnaro si è detto onorato di premiare una scienziata, mentre Veronesi ha sollevato il problema della mancanza di fondi (dopo 13 anni alla Cini il congresso sulla scienza lo fanno in sede a Milano): «L’Italia investe 1,3% di Pil contro il 2% degli altri Paesi e il 3% auspicato dall’Europa. Abbiamo tra i migliori scienziati al mondo che fuggono perché non ci sono finanziamenti. Grazie alla ricerca si muore di meno in Italia, ma bisogna investire di più». —
 

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