La truffa delle ville venete imprenditore condannato

A Bruno Carraro un anno e 4 mesi per corruzione, assolto invece dall’accusa di frode. Per il geometra Stefano Guzzonato il Tribunale ha deciso la prescrizione
Villa Soranzo a Fiesso
Villa Soranzo a Fiesso

FIESSO D’ARTICO

Contributi gonfiati per il restauro delle ville venete, condannato l’imprenditore di Aviano Bruno Carraro, proprietario di villa Menegozzi Brazzodoro: 1 anno e 4 mesi per la corruzione, mentre per l’accusa di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione è arrivata l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Prescrizione - e quindi sentenza di non doversi procedere - per il geometra Stefano Guzzonato di Fiesso, che doveva rispondere delle stesse accuse essendo stato il tecnico di fiducia di Oreste Fracasso, ex presidente degli industriali veneziani e proprietario di villa Soranzo a Fiesso, a sua volta imputato ma deceduto ad aprile 2017. Si è chiuso così ieri pomeriggio, con la sentenza letta dal presidente del collegio Fabio Moretti - a latere Michela Rizzi ed Andrea Battistuzzi - l’ultimo stralcio del processo che era scaturito dall’inchiesta-bufera sull’Istituto regionale ville venete. I giudici hanno disposto che Carraro debba versare una provvisionale di 3.000 euro a ciascuna delle parti civili costituite, ovvero l’Istituto regionale ville venete (che aveva chiesto 15.000 euro per i danni d’immagine da entrambi) e la Regione Veneto, che non aveva quantificato la somma, demandando poi il risarcimento al tribunale civile.

La pubblico ministero Paola Tonini, nel corso della requisitoria, aveva chiesto per entrambi gli imputati la condanna a 1 anno e 2 mesi. Ora la difesa di Carraro, con l’avvocato Marco Di Benedetto, attende le motivazioni entro 90 giorni per poi presentare appello. Soddisfatto, invece, l’avvocato Emilio Betti per Guzzonato.

A svolgere un ruolo chiave nel meccanismo dei contributi gonfiati era Marco Brancaleoni, al tempo responsabile del servizio tecnico dell’Istituto regionale ville venete, che aveva già patteggiato 2 anni per corruzione e truffa per un totale di 8 episodi. Secondo l’accusa, per far lievitare i finanziamenti per la sistemazione delle dimore storiche, Carraro avrebbe consegnato 5.000 euro a Brancaleoni. Stessa somma quella che Brancaleoni avrebbe preso da Oreste Fracasso, con l’intermediazione del geometra Guzzonato.

L’ex responsabile del servizio tecnico dell’Istituto regionale ville venete era stato sentito in aula nel corso del processo come testimone e aveva ritrattato quanto invece aveva ammesso nel corso dell’interrogatorio subito dopo l’arresto: «Non ho mai preso quei 5.000 euro da Carraro», aveva detto davanti ai giudici del collegio lo scorso febbraio. Quanto all’episodio che vedeva coinvolti Guzzonato e Fracasso, Brancaleoni aveva scaricato la colpa sul morto. «Un’opera maldestra di escludere responsabilità di Guzzonato», l’aveva definita la pm. Ieri la sentenza dopo una camera di consiglio di un’ora e mezza. —



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