La sfida di Torcello: spritz archeologico studi e nuovi scavi
Il Comune stipula il nuovo contratto di comodato gratuito con Ca’ Foscari. «Sarà un banco di prova per studenti»

TORCELLO. Gli archeologi dell’università di Ca’ Foscari scaveranno per altri due anni sull’isola di Torcello. Ieri, infatti, Ca’ Farsetti ha dato il via libera alla stipula di un nuovo contratto di comodato gratuito di due anni per alcune aree di Torcello di proprietà del Comune.
Dal prossimo giugno è in progetto un nuovo piano di scavi aperto ogni giorno al pubblico. I visitatori più curiosi potranno così seguire da vicino lo svolgimento delle ricerche, confrontarsi con gli esperti a lavoro, conoscere i processi di recupero dei reperti storici.

Sarà inaugurato anche lo “spritz archeologico”, una serie di incontri a cui parteciperanno studiosi e personalità di spicco. Un’occasione per raccontare, e spiegare, il patrimonio archeologico della laguna Nord a cittadini e turisti.
Il progetto archeologico di Torcello è nato nel 2012 su iniziativa di Ca’ Foscari e con la collaborazione della Soprintendenza. Gli scavi puntano a risalire alle dinamiche insediative dell’isola tra la tarda antichità e l’Altomedioevo. In questi anni, spazzole, pennelli e setacci sono serviti a raccogliere tutti i dati possibili circa le tecniche costruttive, la cultura materiale e le abitudini alimentari degli antenati dei veneziani. Agli scavi, oltre ai professionisti, partecipano anche borsisti e giovani ricercatori italiani, europei e americani. Gli studenti a stelle e strisce sono sbarcati in laguna grazie ad un accordo con l’Università di Stanford, che partecipa attivamente al progetto. I fondi per la realizzazione degli scavi provengono dall’ateneo veneziano e dall’Europa, con il programma Interreg Adrion.
«Avere l'opportunità di proseguire gli scavi nell'Isola di Torcello – ha commentato Diego Calaon, direttore scientifico del progetto archeologico - rappresenta una grande occasione per comprendere la storia del nostro territorio. Torcello è il cuore antico di Venezia e la conservazione dei depositi archeologici è straordinariamente alta. Magazzini, case, rapporti, moli, strutture produttive, fornaci per il vetro, orti, rive: i campi intorno alla basilica di Santa Maria Assunta contengono un ricchissimo palinsesto, che offre opportunità di ricerca uniche in Italia e in Europa. Si tratta di una storia di legami intensi tra uomo e ambiente, affidata alla materialità di fragili strutture in legno, oggi riconoscibili attraverso buche di palo, resti lignei, piano d'uso e migliaia di frammenti di reperti. Questi dati sepolti sono la chiave per decifrare le origini di Venezia». La collaborazione tra Ca’ Foscari e Comune avvicina, così, l’archeologia ai cittadini, agli studenti e agli appassionati. Grande soddisfazione anche da Ca’ Farsetti: «Con questa delibera - hanno commentato gli assessori Luciana Colle e Renato Boraso, assessori al Riordino e alla Gestione del patrimonio pubblico - l’amministrazione comunale sostiene i progetti che vedono gli universitari uscire dalle aule di studio e andare sul territorio a fare pratica, a sporcarsi le mani, a diventare protagonisti di tanti ritrovamenti simbolo di una vita quotidiana che non c’è più».
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