La sfida: colorare il cinema Dante di Mestre

Mestre. Rigenerazione urbana, i progetti della sala d’essai per riconquistare pubblico
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, via Sernaglia/ Cinema Dante
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, via Sernaglia/ Cinema Dante

MESTRE. Una facciata disegnata da artisti per il Cinema Dante di Mestre. Un concorso lanciato dal collettivo “Urban Rise” con mille euro in palio per rilanciare il cinema d’essai di via Sernaglia, spazio culturale che fa parte della storia di Mestre. «Un progetto di rigenerazione urbana che parte da uno spazio in cui anche noi giovani andremo a realizzare una rassegna di film», dice Francesco del collettivo che sta promuovendo il concorso. In via Piave, tra i vari progetti di rigenerazione urbana, c’è il rilancio dello storico cinema e il suo salvataggio. Silvano Sguoto, amministratore della sala gestita dal Dopolavoro ferroviario, spiega: «Abbiamo ridotto i posti da 250 a 194, le poltrone sono recenti ma nel 2017, complici i pochi film prodotti, abbiamo avuto un calo di presenze.

Ne servono 5 mila in più, per tornare alle 30 mila l’anno, che ci consentono di ottenere da “Europa Cinemas” il contributo da 12 mila euro, fondamentale per il nostro bilancio». E allora, il cinema si apre al territorio: collaborazioni con associazioni, dalla comunità bengalese al gruppo delle danze popolari che si ritrova al teatro Momo; con i giovani che si occupano di rigenerazione urbana (arriveranno anche gigantografie sul muro) e con il quartiere per rianimare piazzale Bainsizza.

Spazio abbandonato anche dai pusher e che va ripensato. Idee verranno lanciate in una assemblea il 11 aprile, organizzata dal gruppo di lavoro di via Piave. «Nel calo di presenze sicuramente ha giocato un ruolo anche l’immagine degradata del quartiere ma va detto, che grazie agli interventi di polizia ed esercito, che quando serve arrivano subito, oggi i problemi si sono di molto ridotti. Solo lungo via Gorizia, dove le auto vengono parcheggiate in divieto, si finisce con il creare una barriera visiva dietro cui si combina di tutto. Per il resto la zona sta tornando a vivere, e lo spaccio si è spostato verso via Trento. Non faccio che dire a tutti: tornate al Dante in tutta serenità», dice Sguolo, che pensa di portare anche più film in lingua straniera, per attrarre i giovani turisti dell’ostello di via Ca’ Marcello. Perché il turismo è diventato fonte di economia: «Con un film in lingua francese, sono arrivati gli studenti belgi. Voglio proporre una convenzione, con prezzi ridotti per i turisti».
 

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