La polizia: "Quei gioielli valgono milioni di euro"
Le indagini dopo il furto dei preziosi dello Sceicco del Qatar da una teca blindata di Palazzo Ducale. Impossibile rivenderli. Tra le ipotesi quella del furto su commissione affidato a una banda di professionisti

Il furto di gioielli a Palazzo Ducale ripreso dalle telecamere di sicurezza
VENEZIA. I gioielli indiani della collezione dello sceicco Al Thani sottratti oggi dalla mostra di Palazzo Ducale a Venezia hanno un valore doganale dichiarato di 30 mila euro ma il valore reale, che potrà essere confermato solo dalla proprietà, "potrebbe essere di qualche milione di euro". Lo affermano fonti della polizia di Stato, confermando che ad essere sottratti sono stati un paio di orecchini e una spilla.
La polizia: "Ci sono stati sopralluoghi prima del colpo"
Per gli investigatori, i gioielli sono molto difficili da smerciare al mercato nero perché troppo conosciuti. Le ipotesi al momento sono due. La prima è che ai monili possano essere tolte dai ladri le pietre preziose per essere vendute separatamente. Ma la seconda è che si tratti di un furto su commissione, preparato da qualche collezionista e portato a termine da una banda di professionisti.
Dall'analisi dei video di sorveglianza emerge che i ladri - non è chiaro se siano due o pi persone perché risultano mescolati alla folla dei visitatori della mostra - dopo aver sottratto i gioielli dalla teca ed esserseli messi in tasca si sono allontanati subito indisturbati.
Si sono diretti senza esitazioni verso l'uscita a passo molto spedito e si sono confusi con i turisti che si trovavano in quel momento in Piazza San Marco, facendo perdere le proprie tracce.
Venezia, la sala del Palazzo Ducale che ospita i gioielli dei Maharaja
"Probabilmente non un gesto estemporaneo: pensiamo che ci possa essere stato un sopralluogo.Le teche dovevano essere inaccessibili e proprio per questo dobbiamo capire i punti di debolezza per poter valutato come i ladri abbiano potuto commettere il furto". Lo ha detto il Questore vicario di Venezia, Marco Odorisio.
"Ci sono tanti tasselli da mettere in ordine - ha aggiunto - intanto scatta un'azione ad ampio raggio con l'impiego della squadra mobile e dello Sco di Roma". "L'indagine - ha concluso Odorisio - è un classico mosaico, dobbiamo partire dai particolari per poi allargarci e risalire a chi ha commesso il furto; prematuro parlare di autori italiani o stranieri stiamo visionando anche per questo le telecamere".
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