La Mostra del cinema di Venezia? Maschilista

La denuncia del regista  Jacques Audiard: "Un'aberrazione il rapporto di 20 a 1 a favore degli uomini". A Veneza75 presenta il western "The Sisters Brothers" / LO SPECIALE VENEZIA 75

VENEZIA. La Mostra del cinema di Venezia? Maschilista.

Il cineasta francese Jacques Audiard denuncia l’assenza di donne nei festival di cinema, criticando l’attuale selezione della Mostra del Cinema di Venezia: il rapporto di «venti a uno a favore degli uomini» tra i registi dei film scelti come candidati al Leone d’oro è «un’aberrazione».

«Sono 25 anni che i miei film sono nei festival, non ho visto donne alla guida delle rassegne», ha dichiarato inoltre lo sceneggiatore e regista, vincitore tra i tanti riconoscimenti di una Palma d’oro a Cannes per ’Dheepan’ nel 2015. A Venezia Audiard è in gara con ’The Sisters Brothers’.

Il 66enne si è detto «sorpreso» del rapporto di «venti a uno» nei film selezionati per il Leone d’oro: l’unica regista è Jennifer Kent con "The Nightingale".

«Ho scritto ai miei registi, ma non c’è stata una grande reazione», ha detto in conferenza stampa. «Non poniamo la domanda del sesso dei film, chiediamoci se i festival hanno un sesso, se i vertici dei festival hanno un sesso. È una domanda semplice e la risposta è sì», ha proseguito.

A Venezia, il regista è presente con il suo western "The Sisters Brothers", con John C. Reilly e Joaquin Phoenix, ,tratto dal romanzo "Arrivano i Sister" di Patrick DeWitt . Una lettura che «mi ha entusiasmato, ma non avrei mai pensato di adattarlo», ammette Audiard, che evita di indicare troppi riferimenti: «Non ho pensato molto ad altri film. Posso però dire che un western che mi ha segnato è stato The Missouri Breaks».  

Una storia sulla ricerca di felicità, in cui "forse la gioia è lasciata a quello che accadrà dopo il finale del film". Un film che parla anche di amore, come da tradizione del western: "Non c’è una relazione classica fra uomo e donna, ma il mio film parla assolutamente d’amore, cioè di fratellanza, che ne è una forma. C’è molto amore tra uomini, tra fratelli". 

 "Mia moglie ed io abbiamo ricevuto la sceneggiatura prima della pubblicazione e il mio personaggio mi è apparso subito come qualcosa di vicino a me, mi sono sentito collegato a lui", ha spiegato John C. Reilly, "Poi quando hanno aderito anche gli altri mi è sembrata proprio un’idea allettante. La vera sfida era lavorare con Joaquin Phoenix che è senza pari ed è ossessionato dalla riuscita delle interpretazioni".

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