La Corte d’appello stravolge il Consiglio, entrano Bergamo e Michieletto

VENEZIA. Sliding doors a Palazzo Ferro Fini. Il verbale dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’appello di Venezia, ufficializato ieri pomeriggio, stravolge la composizione del Consiglio regionale cambiando la vita di dodici politici. Sei quelli che, a due settimane dallo scrutinio, possono legittimamente stappare lo champagne: altrettanti si vedono, a sorpresa, esclusi. Va detto che sabato l’Ufficio elettorale ha rifatto il verbale, che era già a buon punto, dopo aver rilevato che i dati relativi alla determinazione della cifra elettorale regionale di ciascuna coalizione risultavano materialmente errati.
Tornano, dunque, a Palazzo Ferro Fini due ex assessori padovani: Marino Zorzato (Ncd-Udc-Area Popolare, 3184 preferenze) e Maurizio Conte (Lista Tosi, 2447 preferenze). Poiché si tratta di una sorta di “gioco a somma zero”, a due nuovi ingressi padovani, devono fare da contraltare due uscite, in modo che la circoscrizione di Padova continui ad avere nove poltrone (anche se adesso l’opposizione ha 5 seggi e la maggioranza 4). Ci rimettono pertanto il forzista Massimiliano Barison, che continuerà a fare il sindaco di Albignasego, e Tiberio Businaro (Lista Zaia), che vestirà ancora la fascia tricolore di Carceri. Una volta sostituite due tessere a Padova, è stato necessario intervenire nelle altre province. Il ripescaggio di Conte ha di fatto escluso Leonardo Muraro, che resta presidente della Provincia di Treviso.
Mentre la promozione di Zorzato ha condannato il veneziano Massimo Mancini (Ncd-Udc-Ap). L’estromissione di Barison ha premiato l’assessore all’Urbanistica di Jesolo Otello Bergamo (2215 voti, Forza Italia). Uscito Muraro a Treviso, il suo posto è stato assegnato a Pietro Dalla Libera (1050 preferenze con Veneto Civico), sindaco di Oderzo. Un avvicendamento che ha determinato l’esclusione di Alessandra Buzzo, che resterà sindaco di Santo Stefano di Cadore. Poichè anche Belluno deve avere due seggi, è tornato in pista Franco Roccon (305 preferenze), neo-consigliere con Indipendenza Noi Veneto.
In una sorta di “gioco della scopa”, Roccon ha sottratto la seggiola a Ilaria Padoan, che risultava eletta nel Veneziano con sole 85 preferenze. Ultimo spostamento: la seggiola ceduta nel Padovano da Businaro è andata al veneziano Gabriele Michieletto (Lista Zaia, 1866 preferenze). Il “terremoto”, che certo produrrà effetti sulla composizione della giunta e indurrà alla presentazione di ricorsi al Tar da parte di chi si è visto sottrarre lo scranno, è stato determinato dall’applicazione di un diverso meccanismo di ripartizione dei seggi legati ai “resti”. Se la prima attribuzione era partita dai partiti maggiori, già premiati dall’assegnazione dei quozienti interi, la Corte d’Appello ha privilegiato invece i partiti più piccoli, in ossequio al principio della rappresentanza.
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