La “carovana” della chiesa va nei quartieri

Mirano. L’originale iniziativa del parroco don Artemio: incontrare i cittadini per parlare di tutto

MIRANO. Una carovana parrocchiale per incontrare i fedeli a casa loro: la chiesa va nei quartieri a Mirano, dove il nuovo parroco del duomo di San Michele Arcangelo e della parrocchia di Vetrego, don Artemio Favaro, nelle scorse settimane ha inaugurato un ciclo di incontri pubblici per esplorare tutte le zone delle due parrocchie, ma soprattutto le aspettative, i desideri, le lamentele e le ansie dei miranesi. La convocazione? «Cosa vogliono ‘sti preti?», si legge nel foglietto, poi l’invito a scambiarsi quattro chiacchiere in semplicità, sotto casa, parlando di Chiesa, ma anche di Comune, di territorio, di politica, di relazioni. Il parroco, accompagnato dal vicario don Flavio Schiavon e dal collaboratore don Ivone Alessio, fissa una serata per ogni quartiere, in una location rigorosamente laica, come centri civici o sale delle associazioni, si presenta e poi lascia la parola ai fedeli: «Il desiderio è soprattutto quello di conoscere», spiega il sacerdote, «ho pensato a questo metodo alcuni mesi fa, mentre ero in vacanza: mi sono chiesto come poter avvicinare e comprendere le aspettative dei miei nuovi parrocchiani nei confronti della parrocchia e dei suoi pastori. Allora ho deciso che la cosa migliore fosse andare da loro: è un’abitudine che si è persa, spesso noi parroci ci chiediamo come si possano riportare i fedeli in chiesa e non ci viene in mente di andare da loro. La carovana parrocchiale è un tentativo di spezzare relazioni affaticate e crearne di nuove».

Partita a novembre, la carovana ha toccato già quasi una decina di quartieri, ora si trova al giro di boa, con una media di circa 50 partecipanti per ogni incontro.

Per don Artemio il risultato è più che soddisfacente e dimostra che i cattolici miranesi hanno voglia di relazioni e soprattutto hanno molte cose da dire: «In effetti in questi incontri cerco di non spendermi in troppe parole», afferma il nuovo parroco, «dedico tre quarti d’ora, non più, alle presentazioni. Desidero soprattutto ascoltare».

E di cose da dire i miranesi ne hanno parecchie. Due soltanto le domande poste dal parroco: «Cosa pensate di Mirano e della parrocchia?». Solitamente, i cittadini si lasciano andare. A fine carovana don Artemio conta di avere un quadro completo delle aspettative e delle angosce della comunità che è stato da poco chiamato a guidare.

Filippo De Gaspari

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