La Banca degli Occhi in dirittura ospiterà auditorium e asilo nido
Un edificio dalla forma triangolare definito da due muri trapezoidali alti 12 metri le cui estremità sembrano toccarsi. Una serie di terrazze-giardino - una per ciascun piano - un’ampia terrazza verde, il tetto dell’edificio trasformato in una sorta di grande anfiteatro all’aperto. Così il grande archietto argentino Emilio Ambasz ha immaginato - e così sarà - la nuova sede della Banca degli Occhi del Veneto, a sud-est del nuovo ospedale.
Quello che si vede all’esterno, al momento, sono i due muri trapezoidali verdi. Poco più. Ma anche all’interno i lavori sono in fase avanzata. La Banca degli occhi del Veneto, che si sviluppa su un’area di 5 mila metri quadri, ospiterà tutte le attività che ora sono sparse sul territorio. Ci sarà spazio per la Fondazione, per le attività di ricerca medica e scientifica in materia di trapianto, altri spazi saranno dedicati agli uffici amministrativi. La Banca degli Occhi, la più importante struttura in Europa per la raccolta, selezione, distribuzione e controllo di cornee, potrà potenziare ulteriormente il servizio di distribuzione delle cellule staminali corneali per tutti i pazienti affetti da patologie fino a poco tempo fa considerate incurabili.
Il nuovo edificio diventerà il punto di riferimento unico per tutte le altre attività che oggi sono sparse sul territorio. C’è la diagnosi e consulenza ai chirurghi oftalmologi, attività per la quale la Banca degli occhi del Veneto sta diventando riferimento a livello nazionale. C’è il Centro ricerche sulle cellule staminali epiteliali, nato nel 2002 dalla collaborazione con Regione e Asl 12 e già diventato l’unico centro in grado di distribuire lembi di cellule staminali epiteliali ricostruiti in vitro per curare le patologie dell’occhio non risovibili con il solo trapianto di cornea. Per lavorare in questo centro due ricercatori italiani, da dodici anni negli Stati Uniti, sono rientrati in Italia. Un raro esempio di rientro di cervelli dall’estero. Ci sono poi l’attività di formazione - svolta attraverso Eidon - rivolta al personale medico e infermieristico, la comunicazione e diffusione della cultura della donazione, l’attività di fund raising.
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