Jesolo, musica troppo alta in hotel in due finiscono a processo

Decibel fuori misura per i concerti sulla terrazza dell’albergo “Aldebaran” L’ex titolare e l’ex gestore devono rispondere di disturbo della quiete pubblica
Di Rubina Bon
DE POLO - DINO TOMMASELLA - JESOLO LIDO - HOTEL ALDEBARAN
DE POLO - DINO TOMMASELLA - JESOLO LIDO - HOTEL ALDEBARAN

JESOLO. Quelle serate di musica live sulla terrazza dell’hotel “Aldebaran” certo erano di gradimento per gli ospiti in vacanza sul litorale jesolano. Non era così, invece, per il vicinato che si era mosso contro il locale “fracassone”. Il sequestro della terrazza dell’albergo in via Dandolo risale al settembre 2015 da parte dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura veneziana. L’allora proprietario della terrazza e dell’hotel “Aldebaran”, Giuseppe Polo Pardise, è a processo assieme alla donna che gestiva l’albergo, Manuela Modolo, di fronte alla giudice monocratico Irene Casol. Entrambi vengono accusati di disturbo della quiete pubblica. Ieri nel corso dell’udienza sono stati ascoltati alcuni testi. Il processo è stato aggiornato per ascoltare ancora altri testimoni prima che la giudice prenda la sua decisione e pronunci la sentenza.

Già nel 2014 l’allora giudice per l’udienza preliminare Andrea Comez aveva assolto Giuseppe Polo Pardise, che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato, per una vicenda del tutto simile.

I fatti per cui Polo Pardise è di nuovo di fronte al giudice, stavolta assieme a Manuela Modolo (entrambi difesi dall’avvocato Daniel Polo Pardise), risalgono alla fine dell’estate del 2015, quando le forze dell’ordine avevano colpito duramente i locali troppo rumorosi, arrivando a sequestrarne cinque tra cui proprio la terrazza dell’“Aldebaran”. Stando alle accuse, sulla terrazza dell’hotel in via Dandolo era stata allestita una pedana con tastiera, chitarra, batteria: tutto il necessario, insomma, per animare le serate dei vacanzieri con concertini e karaoke. Il regolamento comunale sui rumori prevedeva che i titolari dei locali potessero chiedere l’autorizzazione a sforare il limite dei tre decibel fino a mezzanotte per due serate alla settimana. Invece all’hotel “Aldebaran” non sarebbe stata chiesta l’autorizzazione allo sforamento, né si sarebbe tenuto conto dei limiti imposti dal regolamento comunale. «Abbiamo avuto una deroga per suonare in più serate. Sui rumori riteniamo che le verifiche siano state viziate dagli intrattenimenti in piazza Nember», si erano giustificati dall’hotel.

Al tempo era stato presentato ricorso al tribunale del riesame contro il sequestro della terrazza: i giudici avevano dissequestrato la terrazza, mentre avevano mantenuto i sigilli solamente sugli strumenti musicali. A febbraio 2016 l’hotel era fallito e all’arrivo del curatore fallimentare i titolari si erano chiusi dentro allo stabile, tanto che era stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

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