Jesolo amata dai turisti sin dai romani: scoperto il primo albergo, è del IV-V secolo

JESOLO. Il primo albergo di Jesolo? Accoglieva turisti sin dal IV_V secolo e i trovava su un isolotto nei pressi dell’antico estuario della Piave Vecchia, nell’odierna località ‘Le Mure’.
Lo hanno scoperto gli archeologi dell’Università Ca’ Foscari Venezia in quella che era l’area dell'antica Equilo) oggi principale località balneare del litorale veneto con milioni di turisti nella stagione estiva.
Dopo due anni di ricognizioni, scavi e ricerche, Sauro Gelichi, direttore del progetto archeologico di Ca’ Foscari nell’area e professore di Archeologia medievale al Dipartimento di Studi Umanistici, presenta la scoperta: “Si tratta di un posto di stazionamento (mansio), forse anche per funzionari imperiali, che si trovava lungo una rotta endo-lagunare. La presenza di questo percorso, alternativo, o meglio integrativo, di quello terrestre, era stata ipotizzata, ma oggi ne abbiamo la prova archeologica”.
Della mansio finora è stata esplorata un'ampia porzione dell'edificio che serviva per l'ospitalità - si legge in una nota di Ca' Foscari - caratterizzato da una serie di ambienti tutti uguali, affiancati l’un l’altro, e suddivisi in stanze che dovevano accogliere giacigli e cucine (ognuno di questi ambienti era provvisto di un focolare in mattoni). A questa struttura "alberghiera" si affiancavano edifici con officine per le attività artigianali e probabilmente una piccola cappella per le funzioni religiose. Ma il complesso doveva essere più ampio.
Distante dai luoghi di posta presenti lungo la viabilità principale, la via Annia, il nucleo insediativo tardoantico e altomedievale sull’insula Equilus - prosegue la nota dell'ateneo - era un luogo che accoglieva chi si spostava via acqua, nella rete dei canali lagunari, e lungo la viabilità endolagunare che collegava Ravenna, Altino e Aquileia.
Gli archeologi di Ca’ Foscari e l’amministrazione comunale di Jesolo, che ha creduto fin dagli inizi in questa ricerca e la supporta, sono ottimisti sui risultati delle ricerche future, che dovrebbero consentire di porre in luce una delle strutture ricettive del Mondo Antico meglio conservate nel nostro Paese.
“Questa è la dimostrazione di una vocazione turistica della nostra località che affonda le radici nel passato - è il pensiero dell’assessore alla Cultura della Città di Jesolo, Otello Bergamo -. Una scoperta unica nel suo genere, per la quale va il nostro plauso agli archeologi dell’Università Ca’ Foscari Venezia e di buon auspicio per proseguire sulla strada già intrapresa in questi anni di conoscenza delle radici storiche e culturali su cui la nostra città è sorta e si è evoluta nei secoli. Il sito archeologico delle Antiche Mura, che dopo oltre 70 anni di attesa è divenuto patrimonio pubblico nel 2015, grazie ad un accordo di cessione gratuita che ho avuto l’onore di stipulare con i proprietari privati, merita la nostra attenzione e il nostro impegno per trovare nuova ‘vita’”.
“Sapere che qui a Jesolo, oltre 1700 anni fa sorgeva una struttura antesignana degli alberghi che oggi rappresentano il motore della nostra economia turistica ci trasmette emozione - ha poi affermato l’assessore al Turismo della Città di Jesolo, Flavia Pastò -. E’ la conferma di quella vocazione all’accoglienza e all’ospitalità, che ancora oggi contraddistingue il modo di fare turismo ed imprenditoria a Jesolo. Il sito archeologico delle Antiche Mura e la sua futura valorizzazione, rappresentano non solo il collegamento con il nostro passato, ma anche un’importante occasione per fare turismo al di fuori della stagione estiva, mostrando ai nostri ospiti cos’è stata Jesolo”.
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