«Iris, una ragazza solare e amata da tutti»

Il ricordo straziante degli zii e delle cugine che ieri hanno portato un mazzo di gigli bianchi sul luogo dell’incidente
Di Francesco Macaluso

TREPORTI. «Una parte del nostro cuore oggi se n’è andata, ma sarai sempre con noi, ti abbracciamo. Ciao piccola Iris». È il messaggio semplice e struggente lasciato ieri mattina dagli zii paterni e dalle cugine di Iris Bressanello, a nome anche dei genitori e degli altri parenti. Hanno voluto salutare in questa maniera l’angelo dal nome prezioso e leggero di un fiore, scomparsa a soli 13 anni, riponendo sul punto maledetto del rettilineo dove venerdì scorso è stata travolta dal suv Toyota Rav, un ricco bouquet di gigli bianchi sfumati di rosa arricchiti dai fiorellini bianchi della gypsophila, comunemente conosciuti come “velo di sposa”.

Il papà Michele, operatore della ristorazione, originario di Burano ma residente a Jesolo, è distrutto dal dolore per la perdita dell’unica figlia alla quale era legatissimo. La madre di origine russa, Goulnara Iamaletnidova, che viveva con lei al civico 11 di via Grisolera, si è chiusa in un doloroso silenzio, protetta dalle mura casalinghe, assistita dalla zia, gemella della madre, arrivata di corsa dal paese d’origine.

I parenti ne parlano piangendo, a tratti con rabbia, a tratti increduli, come se ancora la piccola potesse tornare a casa da un momento all’altro. Nonostante le scarse possibilità comunicate subito dal personale medico dell’ospedale dell’Angelo di Mestre per il gravissimo trauma cranico riportato da Iris che le è stato poi fatale, avevano sperato fino all’ultimo che potesse riprendersi perché la ragazzina – vogliono chiarire - non aveva riportato altre fratture. Ma non c'è stato nulla da fare e ieri hanno voluto lasciare in via Treportina un dono floreale delicato e immacolato, come il ricordo ancora vividissimo che restituiscono di lei.

«Iris era una ragazzina solare, amata da tutti», raccontano con gli occhi lucidi, «sorridente, attaccatissima alla mamma con la quale viveva a Ca’ Savio e al papà con il quale aveva un rapporto speciale e con il quale, appena poteva, amava trascorrere il tempo libero. Frequentava le scuole medie a Venezia e avrebbe continuato gli studi al liceo linguistico. Di recente aveva iniziato a praticare tennis. Venerdì le era arrivata la comunicazione dal centro commerciale Valecenter che era stata ammessa a un concorso di disegni scolastici e per questo era andata a Burano per preparare il disegno in gara con delle amiche. Al ritorno aveva chiamato al telefono i genitori quando ancora era in motonave per avvisarli che sarebbe scesa al terminal di Ricevitoria. Era una ragazza molto prudente, tanto che teneva aggiornati i genitori di tutti i suoi spostamenti».

Poi i ricordi corrono a quei momenti terribili quando sono accorsi sul luogo dell'incidente. «I genitori si sono preoccupati perché non hanno più saputo nulla dopo quell’ultima telefonata dalla motonave e nonostante le chiamate al suo cellulare lei non rispondeva», ricordano, «quando siamo arrivati sul luogo dell'incidente l’avevano portata via da poco in ambulanza».

La salma di Iris Bressanello, che si trova nella cella mortuaria dell’ospedale di Mestre, è a disposizione dell’autorità giudiziaria per effettuare l'autopsia. Il Suv è sotto sequestro assieme alla bici, mentre l’autista è indagato per omicidio colposo.

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