Incendio all’Excelsior va in fiamme la cupola

La prima telefonata ai vigili del fuoco è arrivata alle 12.37, quando i residenti del Lido hanno visto la densa colonna di fumo alzarsi dalla cupola dell’hotel Excelsior, un’area chiusa per i lavori di realizzazione di una suite da sogno, che avrebbe dovuto essere pronta il 23 maggio. L’incendio, particolarmente difficile da domare, è divampato mentre gli operai della ditta “De Martino costruzioni” del Lido che stavano lavorando - a quanto risulta per la posa di una guaina - erano in pausa pranzo, ed è proseguito per almeno cinque ore impegnando, alternati, oltre venti pompieri arrivati con le squadre oltre che dal Lido, anche da Venezia e da Mestre. Per spegnere l’incendio i pompieri hanno dovuto aprire dei veri e propri varchi con l’accetta nella cupola di rame, così da poter arrivare alle fiamme che avevano intaccato il rivestimento di legno pressato. Ieri sera inoltre i vigili del fuoco hanno deciso di trascorrere la notte a sorveglianza della cupola, per evitare l’insorgenza di focolai, visto l’alto rischio dovuto al particolare tipo di struttura a strati. I pompieri hanno utilizzato una termo-camera e una telecamera a fibra ottica per controllare la struttura e la temperatura della travi. Al momento non si esclude alcuna ipotesi sull’origine delle fiamme. «È presto per poterlo dire», spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Loris Munaro, «dovremo fare le analisi tecniche. Ma se l’azienda avesse previsto un sistema di monitoraggio l’incendio non ci sarebbe stato».
Quella di ieri è la cronaca di una giornata di ansia. A metà pomeriggio, quando scende per una pausa, ha il volto coperto di fuliggine il caposquadra Massimo Cavalieri. È da oltre quattro ore che i pompieri tentano di domare a 40 metri di altezza le lingue di fuoco che bucano la cupola. «La fortuna è che siamo all’ultimo piano», spiega, «altrimenti era un disastro. È tutto sotto controllo, ma si fatica a spegnerlo. Stiamo smantellando la cupola per evitare altri danni».
Perché all’interno della cupola, tra il legno antico e la lana di roccia, ci sono intercapedini che mettono il turbo alle fiamme. I vigili del fuoco si arrampicano tra l’impalcatura già montata e la terrazza che circonda la suite. I pompieri si muniscono di bombole per respirare, asce ignifughe e seghe elettriche e si apprestano a salire i sette piani a piedi per poi fare le ultime rampe di scale per raggiungere la camera di lusso dove dall’8 gennaio lavora l’impresa di costruzioni del Lido. «Mi viene da piangere», ripete il titolare, Antonio De Martino, guardando la cupola avvolta da una nuvola di fumo denso, «mancava pochissimo per finire il lavoro. Non mi pronuncio sull’origine dell’incendio, questo lo dovranno spiegare i pompieri. Eravamo tutti fuori nel piazzale quando all’improvviso abbiamo visto del fumo uscire dalla cupola e siamo corsi dentro, prendendo tutti gli estintori che trovavamo. Abbiamo tentato, ma era troppo forte e l’odore insopportabile. Saranno oltre 300 mila euro di danni». Un centinaio i turisti ospitati dall’albergo in questo periodo, ma ieri quando è divampato l’incendio - il fumo tra l’altro non è mai entrato nella struttura - erano tutti in giro, con l’esclusione di due famiglie che, per precauzione, sono state invitate a uscire dalle rispettive camere.
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