Incendio a Marghera: un falso messaggio social ha provocato l'allarme
Attribuito al sistema Simage e diventato virale invitava tutti a stare chiusi in casa. Diffuso con WhatsApp in tutta la provincia, il Comune oggi presenterà denuncia

Il fumo nero che ha messo in allarme la città
MARGHERA. Un messaggio falso, un fake, circolato via sms e su WhatsApp, ha creato il panico a Venezia come a Mestre e in tutta la Riviera del Brenta, senza dimenticare San Donà, Padova e Treviso. Una comunicazione parallela sull'emergenza incendio che ha causato non pochi problemi a chi, Comune, Arpav e Protezione civile, sono responsabili della comunicazione in questi casi.
Per individuare i responsabili del procurato allarme, il Comune oggi sporgerà denuncia. La gran parte dei veneziani e degli abitanti della Riviera, di Mestre e della cintura urbana fino a Preganziol, si è resa conto dell'incendio vedendo la colonna nera che saliva in cielo. Decine e decine le telefonate di sindaci e cittadini al 115 e forze dell'ordine per sapere cosa stava succedendo. E mentre il sito del Comune avvisava che non c'erano pericoli per la popolazione e che per precauzione ai cittadini che vivono in zona a ridosso dell'impianto e sottovento al momento dell'incendio, era stato consigliato di chiudere porte e finestre, un falso messaggio attribuito all'Arpav iniziava a circolare sui social e via sms.
Messaggio nel quale si invitava la popolazione a chiudere finestre e porte e a barricarsi in casa. Il messaggio è arrivato ovunque, tanto che le scuole materne di Treviso hanno chiuso porte e finestre, lo stesso hanno fatto case di riposo e ospedali di Venezia portando all'interno gli anziani.In WhatsApp per ore è girato il messaggio di un non meglio precisato "Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi", contenente imprecisioni.
L'incendio visto dall'elicottero dei Vigili del Fuoco
«Gentili colleghi, abbiamo ricevuto notizia dal Sistema di allerta "Simage" di un incendio verificatosi presso il centro di smistamento rifiuti Veritas di Marghera. Arpav e Protezione Civile raccomandano di mantenere chiuse le finestre e di non uscire all'esterno degli edifici se non indispensabile pertanto, a scopo precauzionale, vi invitiamo ad attenervi a tali indicazioni». In realtà il Simage ha diffuso un sms di tutt'altro tipo. Eccolo: «In corso incendio alla Ditta Eco-Ricicli in Via della Geologia a Marghera. In corso intervento di Arpav e vigili del fuoco».
E ancora: «Incendio sotto controllo da parte dei Vvff. Al momento nessuna evidenza di ricadute in area circostante. Non adottare comportamenti particolari».Le centraline di rilevamento dei venti davano intensità di 2,2 m/s, direzione da N/NE, classe di stabilità E (ovvero condizioni stabili), quindi in nessun caso la nube poteva andare a Nord o a Ovest.
Nel falso messaggio Simage si legge però: «Ma nel caso la direzione dei venti cambiasse non dobbiamo farci trovare impreparati. Vi invitiamo inoltre a diffondere la notizia con i colleghi in modo che tutti siano informati su quanto sta accadendo e ad monitorare la situazione attraverso le radio ed i media locali come previsto dal piano di emergenza per incidente chimico rilevante predisposto dal Comune di Venezia».
L'incendio di Fusina visto dall'acqua
In realtà nessun Ente ha dichiarato una emergenza relativa ad un incidente chimico rilevante, nel caso sarebbero stati attivati gli allarmi sonori, ovvero le sirene esistenti nelle zone di Marghera, Malcontenta e Mira. L'impianto di Eco-Ricicli, in particolare la sua sezione che tratta gli ingombranti, non rientra nelle industrie a rischio come censite dalla Legge Seveso, Inoltre il Piano di emergenza esterno per i rischi industriali non è del Comune di Venezia, ma della prefettura di Venezia.
(ha collaborato Alessandro Abbadir)
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