Il vescovo di Chioggia critica i risultati referendari: "Immobilismo"
Il capo della chiesa clodiense firma un editoriale al veleno sul settimanale diocesano. Gelido silenzio della giunta comunale grillina

Al centro monsignor Adriano Tessarollo
CHIOGGIA. Il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo se la prende con l’immobilismo a pochi giorni dalla vittoria del “No” al referendum costituzionale. L’uscita arriva proprio nel giorno in cui l’assessore ai lavori pubblici e all’edilizia privata, Marco Boscolo Bielo, rassegna le dimissioni dalla giunta per “motivi professionali”.
Il battagliero presule di orginine vicentina, soprannominato “Tex” per il suo carattere schietto e per la sua strenua difesa delle famiglie più povere, ha firmato un editoriale sul prossimo numero del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”, in uscita domenica.
Lo ha fatto con un editoriale intitolato “Ci risiamo”, in cui attacca l’immobilismo politico e costituzionale.
«La macchina della propaganda», scrive monsignor Tessarollo, «si rimetterà subito in moto per cantare vittoria e rinnovare grandi promesse. Un dato è acquisito: essa ha funzionato in maniera che tutto continuasse come prima, dato che tutto va già molto bene e non c’è alcun bisogno di cambiamenti. Basta fare un cambio di governanti, ma le leggi rimangono le stesse. I grandi vecchi l’hanno spuntata, ognuno conserva il suo posto, casomai se ne aggiungerà qualche altro. È in previsione una grande coalizione compatta, voluta dal popolo tutto unito, che comincerà a governare e a legiferare appunto a grande maggioranza, e risolverà tutti i problemi politici, economici, sociali, istituzionali e costituzionali».
Già questo ha fatto balzare sulle sedie mezza giunta del Movimento 5 Stelle che guida il Comune di Chioggia da sei mesi. Ma il vescovo, nella miglior tradizione dei “don Camillo e Peppone”, va anche oltre, chiarendo senza ombre il suo pensiero.
«Finalmente rimanderanno a casa tutti gli immigrati, profughi o altro, saneranno le leggi sulla famiglia, faranno ripartire l’economia, rivendicheranno la nostra autonomia dall’Europa, ripristineranno magari la nostra lira cosicché l’economia andrà senz’altro meglio e saremo tutti più ricchi», ironizza monsignor Tessarollo, «Salirà a governare gente nuova, che la sa molto lunga, che ha la ricetta per risolvere tutti i problemi, che finalmente farà leggi approvate con maggioranze plebiscitarie. Demolirà i poteri forti, distribuirà assegni per tutti, in modo che non vi sarà più tra noi alcun indigente. Le banche funzioneranno come istituzioni sociali e umanitarie che andranno incontro a tutti e saranno finalmente tutte ben controllate dai nuovi arrivati. La giustizia finalmente comincerà a funzionare prontamente. Spariranno imbrogli e corruzione. Paghe e retribuzioni varie saranno riportate ad equità, la spesa pubblica gradualmente sarà diminuita, il debito pubblico sanato e tutti vivremo finalmente felici e contenti».
Infine la chiusa polemica: «Finalmente arriverà il vero cambiamento tanto atteso, altrimenti cosa cambiamo a fare? Attendiamo tutti speranzosi».
Per il momento la giunta comunale grillina ha preferito non commentare l’editoriale del vescovo.
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